Inquinamento: ecco come migliora l’aria quando il traffico si riduce

20 Maggio 2020 NEWS
Inquinamento: ecco come migliora l’aria quando il traffico si riduce

I risultati dell’indagine svolta da Rse per verificare “sul campo” gli effetti del lockdown e delle politiche di mitigazione dell’inquinamento

INQUINAMENTO GIÙ SOLO CON TRAFFICO RIDOTTO DEL 70%

Un’importante riduzione degli inquinanti con conseguente miglioramento della qualità dell’aria si verifica se le riduzioni del traffico arrivano a percentuali superiori al 70%. Ne consegue che le politiche per la mobilità richiedono, per poter dare un contributo importante al contenimento degli inquinanti, di essere efficaci e al contempo realistiche. Prendendo in considerazione uno spettro molto ampio di ambiti di intervento e non attraverso provvedimenti spot o confinati entro porzioni limitate di territorio.

MOBILITÀ DOLCE, CAR SHARING E  VEICOLI ELETTRICI

Inoltre la scelta, obbligata in molti casi, di attivare lo smart working, cui si accompagnano politiche per il lavoro più agili nonché il ripensamento degli orari di ingresso e uscita dalle scuole e dai luoghi di lavoro e crescenti livelli di digitalizzazione sono elementi che possono concorrere al raggiungimento di obiettivi, anche ambiziosi, di miglioramento della qualità dell’aria. Infine anche le modalità di trasporto meno impattanti – la mobilità dolce, il car sharing e l’utilizzo di veicoli elettrici – consentirebbero di arrivare ad abbattere in maniera continuativa e permanente la concentrazione di inquinanti nella nostra atmosfera.

LE POLITICHE DI MITIGAZIONE DELL’INQUINAMENTO IN UN’ANALISI RSE

Sono le considerazioni che emergono da un’opportunità di indagine unica e irripetibile – ancorché derivata da una gravosissima situazione sanitaria dovuto all’emergenza Covid-19 – per rendere ambientalmente più vivibili le nostre città affogate dal traffico è stata colta da Rse che ha svolto un’indagine per verificare “sul campo” le politiche di mitigazione dell’inquinamento. Lo studio ha fornito una prima valutazione degli effetti sulla qualità dell’aria nel territorio milanese e lombardo nel periodo febbraio-marzo 2020 in seguito alla chiusura di attività produttive e commerciali nonché all’introduzione di misure di confinamento con conseguenti diminuzioni del traffico privato (a Milano fino al 75% nelle settimane di chiusura generalizzata) e delle emissioni di inquinanti.

INQUINAMENTO: L’ANALISI SUL BIOSSIDO DI AZOTO

L’analisi ha considerato in particolare il biossido d’azoto (NO2), inquinante legato al traffico veicolare. In prospettiva si sta già lavorando per poter considerare l’impatto anche sul particolato atmosferico (PM10 e PM2.5), molto presente nel contesto lombardo e altrettanto impattante sulla qualità dell’aria.

Secondo i dati Arpa Lombardia il traffico stradale è principale fonte emissiva di ossidi di azoto (Nox). Il 51% su base annuale in Regione e il 65% nella città metropolitana di Milano. Gli ossidi azoto sono quindi validi “traccianti” per questo tipo di indagine preliminare sugli effetti della drastica riduzione del traffico veicolare sulla qualità dell’aria. Il confronto fra lo stato attuale dell’aria lombarda con quello degli anni precedenti è stato svolto prendendo in esame le misure di biossido d’azoto rilevate dalle centraline di Arpa Lombardia, che ha evidenziato una netta diminuzione dei livelli di concentrazione in aria soprattutto nel mese di marzo 2020.

Lo studio di Rse ha verificato in primo luogo la variabilità delle condizioni meteorologiche che hanno un notevole impatto sull’accumulo degli inquinanti e sul loro naturale smaltimento. Effettuando un confronto dei dati meteorologici dal 2018 al 2020, è emersa una sostanziale similitudine dell’anno in corso rispetto a quelli precedenti. Ciò ha permesso di confermare l’ipotesi che la diminuzione delle concentrazioni rilevata dalle centraline fosse ascrivibile in larga parte all’effetto di lockdown.

DUE SCENARI A CONFRONTO

Successivamente, i ricercatori di Rse. mediante modelli matematici, hanno confrontato due simulazioni, la prima in cui è stato mantenuto un livello emissivo abituale business as Usual (BAU) e una in cui è stata introdotta una riduzione delle emissioni correlata alla riduzione del trasporto stradale determinata dalle misure restrittive. Ebbene, l’applicazione del modello ha evidenziato come la riduzione del traffico veicolare produca effetti estremamente rilevanti sulle concentrazioni di biossido d’azoto. Durante il periodo di maggiore restrizione le riduzioni di concentrazioni di NO2 sono pari a circa il 30% del valore che si osserverebbe senza lockdown. Nei seguenti periodi la riduzione delle concentrazioni nei centri urbani è dell’ordine del 3-6%, 13-24% e 20-35% rispettivamente per le settimane dal 2 al 8 marzo, dal 9 al 15 marzo e dal 16 al 22 marzo.

 

 

 

A proposito dell'autore

Giornalista, tra il 2006 e il 2016 direttore di Staffetta Quotidiana.

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