Idrogeno: in Germania si lavora alla prima rete aperta a terzi

23 Marzo 2020 NEWS , RINNOVABILI
Idrogeno: in Germania si lavora alla prima rete aperta a terzi

Il progetto tedesco Get H2 Nukleus: 130 km di rete per trasportare idrogeno verde a impianti chimici, industriali e raffinerie.

UNA RETE PER GLI OPERATORI INDUSTRIALI

Una rete di 130 chilometri per trasportare idrogeno verde a impianti chimici, industriali e raffinerie. Il progetto è della compagnia petrolifera Bp, della utility Rwe, dell’azienda chimica Evonik e degli operatori di reti gas Nowega e Oge, che hanno firmato una lettera di intenti. La rete, che si chiama Get H2 Nukleus e dovrebbe essere pronta per il 2022, sarà la prima aperta a terzi, regolamentata, “con accesso non discriminatorio e prezzi trasparenti”, sottolinea una nota congiunta, e collegherà i punti di produzione di idrogeno verde con i clienti industriali nella Bassa Sassonia e nella Renania settentrionale-Vestfalia.

L’INTEGRAZIONE CON L’EOLICO OFFSHORE

L’obiettivo del progetto è convertire l’energia prodotta da fonti rinnovabili in idrogeno e utilizzarla come fonte di energia priva di carbonio nell’industria e in altri settori. Le raffinerie e gli impianti chimici ne utilizzano già grandi quantità nei processi di produzione e ridurranno significativamente le loro emissioni di carbonio passando all’idrogeno verde. Un portavoce di Rwe ha dichiarato che l’eolico offshore “svolgerà definitivamente un ruolo nella produzione di idrogeno verde a lungo termine nel progetto”.

L’idrogeno da fonti rinnovabili, sarà prodotto a Lingen nella Bassa Sassonia, attraverso un elettrolizzatore da 100 MW di proprietà di Rwe Generation. Sarà quindi trasportato a clienti industriali e raffinerie a Lingen, Marl e Gelsenkirchen, principalmente tramite gasdotti esistenti gestiti dalle reti di trasporto Nowega e Oge e convertiti per il trasporto di idrogeno al 100%, ma anche tramite una nuova rete costruita da Evonik.

ACCESSO APERTO E NON DISCRIMINATORIO

L’accesso alla rete sarà “aperto in modo non discriminatorio a chiunque voglia produrre, scambiare o consumare idrogeno, come per le reti elettriche e del gas. Questo, si legge nella nota, “consentirà un’integrazione rapida e affidabile di ulteriori progetti”. Attualmente esistono reti di distribuzioni  legate a singoli impianti e non aperte a terzi.

I partner del progetto chiedono alla politica di “creare il quadro di regole necessario per consentire a tutte le aziende coinvolte nei progetti sull’idrogeno di espandere rapidamente la produzione e le relative infrastrutture”.

A proposito dell'autore

Giornalista, tra il 2006 e il 2016 direttore di Staffetta Quotidiana.

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