Fusione nucleare, Eni entra nel progetto Dtt

31 Gennaio 2020 NEWS
Fusione nucleare, Eni entra nel progetto Dtt

Eni entra nel progetto Enea da oltre 600 milioni di euro sulla fusione nucleare, per produrre energia sostenibile, sicura e inesauribile.

Si tratta del grande polo scientifico-tecnologico sulla fusione nucleare Dtt (Divertor Tokamak Test), che verrà realizzato nel centro ricerche Enea di Frascati (Roma) dalla società Dtt Scarl, di cui Eni avrà il 25%, Enea il 74% e il Consorzio Create l’1%.

FUSIONE NMUCLEARE: LA PARTECIPAZIONE ENI AL PROGETTO ENEA DTT

La possibilità di costituire una società comune era prevista dal memorandum firmato lo scorso maggio tra Enea ed Eni. Il memorandum prevedeva la possibilità di collaborare, attraverso un’apposita società, nella realizzazione e conduzione del progetto Divertor Tokamak Test. Obiettivo del progetto DTT: la realizzazione di una macchina sperimentale per mettere a punto le soluzioni per la fusione nucleare. Alla firma erano presenti l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi e il presidente di Enea Federico Testa, il ministro per la Ricerca, Gaetano Manfredi e per lo Sviluppo, Stefano Patuanelli.

DTT: UN PROGETTO INTERNAZIONALE DA REALIZZARE IN 7 ANNI

L’intesa riporta l’attenzione internazionale sul polo di ricerca Enea di Frascati, alle porte di Roma, dove si lavorerà al progetto sulla fusione Dtt. Il Divertor Tokamak Test verrà realizzato in 7 anni e vedrà la partecipazione dell’Unione europea, del Consorzio Create, della Bei (con un finanziamento record di 250 milioni di euro), del Consorzio europeo Eurofusion (con 60 milioni), dei ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Università e Ricerca (con 80 milioni di euro), della Regione Lazio (con 25 milioni) e di altri 30 partner internazionali (con 30 milioni).

TEMPERATURE E MATERIALI: LE SFIDE DA AFFRONTARE

Il progetto Dtt nasce per fornire risposte scientifiche e tecnologiche ad alcuni aspetti del processo di fusione. Aspetti come la gestione di temperature elevatissime e i materiali da utilizzare. Il progetto Enea si propone inoltre come supporto e infrastruttura di test per le più avanzate soluzioni tecnologiche da sperimentare nei grandi progetti internazionali sulla fusione.

UN RICONOSCIMENTO PER LA RICERCA E L’INDUSTRIA ITALIANE

È un progetto che rappresenta un riconoscimento della ricerca scientifica e dell’industria italiana. Le ricadute sul Pil nazionale sono stimate in circa 2 miliardi di euro. E la creazione di 1.500 nuovi posti di lavoro, dei quali 500 diretti, tra scienziati e tecnici.

Già nel 2018, l’Eni si era avvicinata alla ricerca sulla fusione finanziando il Massachusetts Institute of Technology (Mit), in corsa per rendere disponibile la fusione nucleare nei prossimi 15 anni. Alla Commonwealth Fusion Systems (Cfs) l’Eni ha partecipato con 50 milioni di dollari.

A proposito dell'autore

Giornalista, reporter video e addetto stampa. Collaboratore di RES Magazine

Articoli correlati