Ricarica veloce: un pieno per l’autobus in 30 secondi

7 Ottobre 2019 MOBILITÀ , NEWS
Ricarica veloce: un pieno per l’autobus in 30 secondi

Un progetto innovativo Enea per la ricarica veloce durant le fermate

Il trasporto pubblico locale può essere un importante banco di prova per sviluppare soluzioni innovative per i sistemi di ricarica per veicoli elettrici. Lo dimostra il progetto Enea sulla ricarica veloce, realizzato con il programma della Ricerca di Sistema. Di che si tratta? Ce ne parla Fernando Ortenzi, del laboratorio Sistemi e tecnologie per la mobilità e l’accumulo dell’Enea.

RICARICA VELOCE CON UN DOPPIO SISTEMA DI ACCUMULO

Il progetto Enea prevede una serie di soluzioni innovative a partire da un doppio sistema di accumulo sul veicolo e da un accumulo a terra alle fermate. “Il sistema che abbiamo realizzato e testato prevede un equipaggiamento di bordo non convenzionale. Con due sistemi di accumulo: una tradizionale batteria a bassa potenza specifica e un sistema basato sui supercondensatori. Il primo viene utilizzato per alimentare i servizi ausiliari. Si pensi ad esempio alla climatizzazione: in un autobus può incidere fino al 40% del consumo totale. Tutta la parte di trazione può invece essere alimentata da un sistema di accumulo ad elevata potenza specifica. Nel nostro caso si tratta di supercondensatori che vengono ricaricati ad ogni fermata”.

I tempi di ricarica alla fermata sono sorprendenti: tra i venti e trenta secondi. La potenza media erogata oscilla tra i 40 e i 50 kW, con picchi di 200. Una volta ripartito l’autobus, la stazione alla fermata può essere ricaricata dalla rete con potenze più basse in circa tre minuti, in modo da essere pronta per l’arrivo dell’autobus seguente. Il sistema Enea è stato testato con un minibus della lunghezza di 5,20 metri, ma, ci dice Ortenzi: “Il sistema è scalabile per essere applicato ad autobus di linea più grandi”.

RICARICA VELOCE PER IL TPL: COME FUNZIONA?

Come avviene la ricarica veloce alla fermata? La stazione è costituita da un armadio che contiene l’elettronica e l’accumulo. E un palo che svolge la funzione di presa per il pantografo montato sull’autobus. Al pari di un treno o un filobus, quando arriva alla fermata il pantografo posizionato sul veicolo si solleva e a contatto con il palo alla fermata avviene la ricarica.

Per quanto questa opzione sia già operativa in alcune città, ad esempio sulla tratta di collegamento verso l’aeroporto di Ginevra realizzato dalla ABB, per la ricarica veloce, i costi sono ancora molto elevati. Di certo, predisponendo l’accumulo di terra a supercapacitori (un tipo di batteria a elevata densità di potenza), la proposta Enea risponde ad una serie di problematiche: dalla capacità dei sistemi di accumulo più piccola e quindi più economica a bordo fino ad un minor impatto sulla rete elettrica. Contribuendo a ridurre i costi.

“È vero che queste stazioni aggiungono complessità – spiega Ortenzi – ma prevedendo dei sistemi di ricarica al capolinea e alla fermata, possiamo ridurre la potenza della batteria a bordo dell’autobus. Un autobus per il quale è prevista solo la ricarica notturna dovrebbe avere un accumulo di 300 o 350 kWh. Se prevediamo delle ricariche cosiddette ‘di opportunità’ al capolinea, possiamo ridurre questo fabbisogno a 30/40 kWh. Facendo anche una ricarica alle fermate con dei supercondensatori arriviamo ad una decina di kWh. In questo modo c’è l’indubbio vantaggio di ridurre drasticamente il costo dell’accumulo a bordo”.

A proposito dell'autore

Giornalista, reporter video e addetto stampa. Collaboratore di RES Magazine

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