Mobilità: quale futuro per i sistemi di ricarica

7 Ottobre 2019 IN PRIMO PIANO
Mobilità: quale futuro per i sistemi di ricarica

Nuovo approfondimento dedicato a progetti per la ricarica. Con un occhio alla sfida più grande: quella di un sistema energetico più orientato all’elettrico.

 

La mobilità elettrica in Italia avanza ma stenta a decollare. I problemi sono noti. In questo nuovo approfondimento di RES Magazine raccontiamo alcuni progetti che aiuterebbero una più consistente penetrazione di veicoli eletrtici, a partire dal trasporto pubblico locale. Senza perdere d’occhio la sfida più grande: quella di un sistema energetico diverso, più orientato all’elettrico.

COLONNINE DI RICARICA: ECCO DOVE METTERLE

Partiamo da RSE che ha pubblicato uno studio per capire quali possono essere le soluzioni più idonee per posizionare le diverse colonnine di ricarica (normal power, high power e bidirezionale). Rse ora intende realizzare un’area sperimentale di 15 colonnine di ricarica di diversi produttori nelle proprie sedi di Milano e Piacenza. Le attività previste vanno dai test di software per la gestione integrata dell’infrastruttura all’identificazione di potenziali criticità amministrative e regolatorie.

RICARICA WIRELESS: LA SPERIMENTAZIONE ENEA

Nell’ambito della Ricerca di Sistema, Enea è al lavoro sulla ricarica wireless. Di particolare interesse la ricarica contactless dinamica, ovvero in mobilità. “I risultati sono stati incoraggianti – ci ha spiegato Fernando Ortenzi, del laboratorio Sistemi e tecnologie per la mobilità e l’accumulo dell’Enea – Abbiamo ottenuto efficienze di trasferimento quasi del 90%. La nostra è una bobina particolarmente ottimizzata con dei nuclei di ferrite e del filo litz, un materiale idoneo per le alte frequenze, composto da un intreccio di tantissimi fili di piccolissimo diametro. Il costo di realizzazione di una spira del genere è ancora molto alto ma consente un’ottima efficienza”.

RICARICA VELOCE: UN PIENO PER L’AUTOBUS IN 30 SECONDI

Enea sta sviluppando anche un innovativo sistema di ricarica veloce per il trasporto pubblico locale. L’innovazione risiede principalmente nel doppio sistema di accumulo, a bordo e a terra. I tempi di ricarica alla fermata sono sorprendenti: tra i venti e trenta secondi. La potenza media erogata oscilla tra i 40 e i 50 kW, con picchi di 200.

CNR: “LA SCOMMESSA È SULLA QUALITÀ DELLA RETE”

La domanda di potenza dei veicoli elettrici pone chiaramente delle questioni che interessano la qualità della rete e più in generale il sistema energetico. Spiega Ottorino Veneri, del Cnr: “Se ogni auto ha bisogno diciamo di circa 50 chilowatt per una ricarica veloce bisogna immaginare che il punto di rifornimento disponga di una potenza capace di alimentare contemporaneamente un certo numero di veicoli. Se fossero 6 servirebbero circa 300 kW. E questo non è un problema perché una tecnologia del genere è già disponibile. Ma una richiesta elettrica supplementare di queste dimensioni, immaginandola su un piano nazionale, richiede un sistema elettrico con una potenza maggiore di quella attuale. Quindi questo modello di auto va supportato con la scelta di un sistema energetico ad alta penetrazione elettrica”.

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La redazione di RES Magazine è composta da giornalisti esperti di tematiche energetiche e ambientali e si avvale della consulenza di ricercatori e professionisti impegnati nel settore della ricerca di sistema per il sistema elettrico nazionale.

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