Fusione nucleare: 250 milioni per il progetto DTT dell’Enea

23 Settembre 2019 NEWS
Fusione nucleare: 250 milioni per il progetto DTT dell’Enea

Dalla Banca europea degli investimenti un importante sostegno al Divertor Tokamak Test, una tecnologia chiave per il processo di fusione nucleare

La sfida della fusione nucleare per produrre energia entro il 2050 può contare da oggi su una macchina sperimentale di grande rilievo. E sarà una tecnologia mane in Italy. È  pronto a partire il progetto Divertor Tokamak Test (DTT, divertore) dell’Enea. L’impulso arriva dal maxi finanziamento della Banca europea per gli investimenti (Bei) e dal sostegno della Regione Lazio. La Bei sosterrà il nuovo polo scientifico internazionale di Frascati, nei pressi di Roma, con 250 milioni erogati nell’ambito del Piano Juncker della Commissione europea.

Investimento da complessivi da 500 milioni di euro. Il progetto avrà anche i finanziamenti di EUROfusion, programma UE per la produzione di energia nucleare pulita e sicura lanciato nel 2014.
L’intero progetto è stato presentato a Roma dal presidente dell’Enea, Federico Testa e dal vicepresidente della Bei Dario Scannapieco. Presenti anche il vicepresidente della Regione Lazio, Daniele Leodori, il presidente di EUROfusion, Ambrogio Fasoli e Elena Righi Steele, responsabile Ricerca Euratom della Commissione Ue.

Il Divertor Tokamak Test (DTT) nasce per rispondere ad alcune tra le principali criticità scientifiche e tecnologiche della fusione nucleare. In particolare, il problema di come controllare l’enorme quantità di calore che viene generata.

FINANZIAMENTI DA BEI, EUROFUSION, MIUR, MISE E REGIONE LAZIO

Per quanto riguarda i finanziamenti principali, oltre ai 250 milioni stanziati dalla Bei con la garanzia del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS, pilastro del Piano Juncker), EUROfusion contribuirà con 60 milioni a valere sui fondi Horizon 2020. Altri finanziatori sono il Miur e il ministero dello Sviluppo Economico, entrambi con 40 milioni; la Regione Lazio con 25 milioni.

Positive le ricadute sulla ricerca scientifica mondiale e sull’economia italiana. Saranno coinvolti 1.500 tra scienziati e tecnici (di cui 500 direttamente). L’impatto sul Pil italiano sarà di circa due miliardi. Inoltre, grazie alla collaborazione con università e centri di ricerca italiani ed europei si formeranno nuove generazioni di scienziati e ricercatori provenienti da tutti i continenti.

IL DTT ENEA: UN PROGETTO DI FRONTIERA PER LA FUSIONE NUCLEARE

“È un progetto di frontiera che mette insieme grande ricerca, innovazione tecnologica, sviluppo e competitività industriale, con ricadute stimate in oltre due miliardi solo dal punto di vista economico”. il commento di Federico Testa. “La sua realizzazione – ha aggiunto – è un grande successo, perché consentirà di dare risposte a problematiche complesse del processo di fusione e conferma la forte leadership dell’Italia in questo campo, grazie ad una comunità scientifica di eccellenza che ha saputo coinvolgere le industrie più avanzate per creare una filiera di grande rilievo. Già oggi le imprese italiane hanno vinto oltre 1,2 miliardi di euro di contratti in questo campo”.

“Il progetto Enea”, ha commentato il vicepresidente della Bei, Dario Scannapieco, “ha due aspetti fondamentali per l’Europa: innovazione e lotta al cambiamento climatico. Sono entrambi campi in cui dobbiamo fare di più se vogliamo guardare al futuro del nostro pianeta con speranza e ottimismo, concentrandoci responsabilmente sul lungo periodo senza l’ansia del brevissimo termine che troppo spesso condiziona le scelte sull’allocazione delle risorse finanziarie. Sono orgoglioso che la Bei sostenga per una quota imporrante la realizzazione dei nuovi laboratori di Frascati”.

Da parte sua il commissario responsabile per l’Azione per il clima e l’energia, Miguel Arias Cañete ha dichiarato che “per raggiungere l’obiettivo di un’Europa climaticamente neutra entro il 2050 dobbiamo continuare a investire in nuove soluzioni tecnologiche. La fusione è una potenziale fonte di energia sicura, senza emissioni di carbonio e praticamente illimitata. Compiere progressi decisivi in questa tecnologia contribuirebbe significativamente ai nostri sforzi per rendere l’Europa la prima grande economia climaticamente neutra”.

IL MINISTRO FIORAMONTI: ITALIA IN PRIMA LINEA SU FUSIONE

“La ricerca sulla fusione nucleare, il processo per produrre energia rinnovabile, sicura, pulita, e inesauribile è una sfida nella direzione della sostenibilità e dell’innovazione. l’Italia è in prima linea con importanti programmi internazionali e, da oggi, anche con la  cosiddetta DTT, una macchina sperimentale ideata per rispondere ad alcune delle problematiche più complesse sulla fusione”. Questo il commento del ministro dell’Istruzione, università e ricerca, Lorenzo Fioramonti. “Il progetto DTT, ideato dall’Enea in collaborazione con Cnr, Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), Consorzio RFX, CREATE e alcune tra le più prestigiose università italiane, rappresenta sicuramente un’opportunità straordinaria per il nostro Paese”.

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