Istat: nel 2017, 23,8 miliardi in ricerca e sviluppo

10 Settembre 2019 NEWS
Istat: nel 2017, 23,8 miliardi in ricerca e sviluppo

Dati Istat su ricerca e sviluppo: in aumento del 2,7%. Siamo all’1,38% del Pil. Grosso contributo delle imprese. L’Istat stima che nel 2017 la spesa per ricerca e sviluppo intra-muros dell’insieme dei settori istituzionali (imprese, istituzioni pubbliche, istituzioni private non profit e università) ammonti a quasi 23,8 miliardi di euro. Si tratta delle spese sostenute per attività di ricerca e sviluppo svolte dalle imprese con proprio personale e con proprie attrezzature. Rispetto all’anno precedente, la spesa aumenta del 2,7% a prezzi correnti. Siamo all’1,38% del Pil. La spesa del settore privato (imprese e istituzioni non profit) costituisce la principale componente della spesa totale (64,1%), in crescita rispetto al 2016 (+0,8%). In particolare, il settore delle imprese contribuisce per il 62,4% alla spesa complessiva (+1,6 punti percentuali rispetto all’anno precedente). Il 23,6% della spesa è sostenuto dalle università e il 12,3% dalle istituzioni pubbliche.

ISTAT SU RICERCA E SVILUPPO: AUMENTA SPESA COMPLESSIVA

Per il 2018, indica l’Istat nel report sulla R&S in Italia negli anni 2017-2019, i dati preliminari indicano un aumento della spesa complessiva a valori correnti delle imprese e delle istituzioni pubbliche e private non profit, non sono invece ancora disponibili i dati sulle università. Nel dettaglio, la spesa cresce del 6,2% per le istituzioni private non profit, del 6% per le istituzioni pubbliche e del 2,8% per le imprese. Le previsioni fornite da imprese e istituzioni confermano per il 2019 un ulteriore aumento della spesa in riccerca e sviluppo intra-muros sul 2018: istituzioni private non profit +5,7%, istituzioni pubbliche +2,7% e imprese +0,8%.

Con riferimento alle fonti di finanziamento, nel 2017 la spesa in R&S è finanziata prevalentemente dal settore privato (imprese e istituzioni non profit), che contribuisce per il 55,2% (quota pari a 13,1 miliardi). Seguono il settore delle istituzioni pubbliche con il 32,3% della spesa (circa 7,7 miliardi) e i finanziatori stranieri (imprese, istituzioni pubbliche o università estere), che partecipano all’11,7% della spesa (circa 2,8 miliardi).

NEL CENTRO-NORD QUASI IL 10% DELLA SPESA

La spesa in ricerca e sviluppo si concentra nelle regioni del Centro-Nord: Lombardia, Lazio, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto ne attivano quasi il 70%, pari a 16,2 miliardi di euro. Con riferimento al settore delle imprese, tale quota supera il 75% (76,1% nel 2016). Il sensibile aumento della spesa delle imprese dipende in larga parte dall’aumento del numero di imprese che hanno svolto attività di R&S intra-muros nel corso del 2017. In particolare, l’investimento in R&S di nuovi soggetti nel 2017 ha contribuito al 6,8% della spesa complessiva. Sempre rispetto al 2016, aumenta lievemente la spesa sostenuta dalle istituzioni pubbliche (+0,9%) e dalle università (+0,2%), mentre diminuisce quella delle istituzioni private non profit (-29,3%).

Rispetto al 2016, nel complesso aumenta la componente di finanziamento delle imprese nazionali e quella degli investitori stranieri (rispettivamente di 1,6 e di 2 punti percentuali) mentre diminuisce il peso delle altre fonti di finanziamento. Nella spesa delle imprese si riducono i finanziamenti sostenuti da imprese italiane, compensati da un aumento dei finanziamenti esteri che passano da 1,7 miliardi nel 2016 (12,2% della spesa complessiva) a 2 miliardi (13,6%) nel 2017. L’autofinanziamento si conferma la modalità di finanziamento più importante nelle imprese e nelle istituzioni pubbliche. In particolare, nel settore delle imprese la quota di autofinanziamento risulta pari all’82,7% del totale della spesa mentre il settore pubblico si autofinanzia per l’85,8%.

10 MILIARDI IN RICERCA APPLICATA

Nel 2017 la ricerca applicata si conferma la principale voce di investimento (10 miliardi, pari al 42,1% della spesa complessiva). Seguono le attività di sviluppo sperimentale con 8,5 miliardi (35,7% del totale) e, infine, la ricerca di base con circa 5,3 miliardi (22,2%).

Diversa la situazione nelle imprese, dove oltre la metà della spesa in ricerca e sviluppo è composta dalla componente dello sviluppo sperimentale (7,7 miliardi, pari al 51,7% della spesa totale). L’aumento della spesa si concentra interamente nelle attività di sviluppo sperimentale (+2,3 punti percentuali rispetto al 2016), a scapito della ricerca pura e di quella applicata per le quali si rileva una diminuzione, rispettivamente -1,0 e -1,2 punti percentuali. Nel settore delle istituzioni pubbliche si osserva, invece, un aumento del peso della spesa destinata allo sviluppo sperimentale e alla ricerca di base, rispettivamente +0,5 e+0,2 punti percentuali rispetto al precedente anno.

A proposito dell'autore

Giornalista, tra il 2006 e il 2016 direttore di Staffetta Quotidiana.

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