Dalla ricerca una spinta per la decarbonizzazione

26 Luglio 2019 EVENTI
Dalla ricerca una spinta per la decarbonizzazione

Convegno Rse sul futuro del sistema elettrico. Descritte le innovazioni necessarie ad affrontare “questa era che risente dei cambiamenti climatici”

Esiste la reale possibilità di decarbonizzare il sistema energetico che sta vivendo una transizione epocale. E un contributo fondamentale può arrivare dalla ricerca. Ricerca che rappresenta uno dei cinque pilastri dello Strategic Energy Plan della Ue ed è parte integrante del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (Pniec). È il messaggio che arriva dal convegno “Quale ricerca per il Sistema Elettrico del domani?”, promosso da Rse, che si è tenuto lo scorso 11 luglio presso l’Auditorium FAST di Milano.

Grazie al Fondo per la Ricerca di Sistema Elettrico, Rse ha potuto portare a temine un articolato programma di indagini negli ultimi quattro anni. Nel corso del convegno sono stati presentati alcuni esempi di questo percorso che punta a favorire l’innovazione del sistema in tema di scenari, decarbonizzazione, resilienza e mobilità elettrica. Nel pomeriggio si è svolto poi un confronto tra i direttori dei quattro Dipartimenti Rse e rappresentanti di università, associazioni e soprattutto dei partner industriali di Rse, che costituiscono il tramite indispensabile per realizzare concretamente la transizione energetica ormai nel suo pieno sviluppo.

L’amministratore delegato di Rse Maurizio Delfanti ha detto che “fondamentalmente abbiamo presentato il percorso per decostruire il sistema elettrico nazionale lungo i vari assi come la mobilita sostenibile, le fonti rinnovabili, la resilienza, cioè le mutazioni che il sistema energetico deve subire per presentarsi pronto a questa era che risente dei cambiamenti climatici”.

Il governo ritiene che la ricerca rappresenti una sfida importante per il settore energeticonel percorso della transizione energetica, ha sottolineato il sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico, Davide Crippa: “L’impegno del governo è di procedere celermente all’approvazione del Piano triennale della ricerca di sistema e di arrivare pronti agli obiettivi al 2030 partendo sin da ora e accompagnando un percorso di transizione che vedrà una opportunità incredibile per il settore industrialeper affrontare la questione energetica”.

Il Piano Triennale,che prevede la disponibilità di 210 milioni di euro,è stato inviato ad Arera per l’acquisizione del parere prima del suo varo definitivo, ha precisato Crippa. La consultazione, ha aggiunto, ha visto la partecipazione di 335 soggetti:“Nell’ambito del Piano è confermata la fiducia a Rse, all’Enea e al Cnr, indicati quali affidatari di Accordi di Programma, in quanto ritenuti gli enti di ricerca nazionali che possano contribuire a valorizzare i fondi della ricerca attraverso attività orientate al raggiungimento degli obiettivi energetici nazionali”.

Il presidente di Rse, Giorgio Anserini ha osservato che “nel corso della tavola rotonda abbiamo percepito un’elevata aspettativa da parte di istituzioni e stakeholders sul contributo della Ricerca di sistema alla realizzazione del Piano energia e clima”.
Il settore energetico punta su sostenibilità e decarbonizzazione attraverso l’efficienza energetica e l’innovazione tecnologica, ha detto chiudendo i lavori il presidente del Gse, Francesco Vetro. “Il gruppo Gse intende porsi a pieno titolo come attore della transizione energetica al 2030 e come promotore dello sviluppo sostenibile del Paese”.

A proposito dell'autore

Giornalista, tra il 2006 e il 2016 direttore di Staffetta Quotidiana.

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