Fusione nucleare: convegno Enea il 15 novembre

12 novembre 2018 EVENTI
Fusione nucleare: convegno Enea il 15 novembre

Fusione nucleare: presentazione delle attività relative del Progetto JT-60SA.

Fusione nucleare: presentazione della conclusione delle attività relative al Progetto JT-60SA, una macchina necessaria per contenere il plasma ad altissime temperature. La partecipazione Enea finalizzata a realizzare diversi componenti della macchina, fra cui il ‘cuore’ del reattore

La fusione nucleare torna di moda. Nei giorni scorsi Enea e Regione Lazio hanno formato il protocollo d’intesa per avviare la realizzazione dell’esperimento DTT (Divertor Tokamak Test) presso il Centro Ricerche dell’Enea a Frascati. La macchina, che prevede investimenti pubblici e privati per 500 milioni di euro, è destinata a fornire risposte sulla fattibilità scientifica e tecnologica della produzione di energia dalla fusione nucleare.

FUSIONE: IL PROGETTO JT-60SA. IL CUORE DEL REATTORE MADE IN ITALY

E giovedì 15 viene presentata in un convegno all’Enea la conclusione delle attività relative al Progetto JT-60SA, l’esperimento per la fusione nucleare che vedrà l’avvio nei prossimi due anni a Naka, in Giappone. Il sistema magnetico toroidale superconduttore di JT-60SA è una macchina di forma toroidale, chiamata tokamak, necessaria per contenere il plasma ad altissime temperature. La partecipazione Enea era finalizzata a realizzare diversi componenti della macchina, fra cui parte del sistema magnetico toroidale, ovvero il ‘cuore’ del reattore. Ne parliamo con Antonio Cucchiaro, responsabile della task force Enea per il programma Broader Approach. Le attività sono state finanziate dall’Accordo di Programma Mise-Enea attraverso la Ricerca di Sistema Elettrico Nazionale.

“Nel 2007 è stato negoziato tra Europa e Giappone l’accordo bilaterale Broader Approach collegato al progetto ITER che si propone di realizzare un reattore a fusione nucleare sperimentale. L’obiettivo è affiancare alla sperimentazione in ITER attività complementari volte ad accelerare la realizzazione dell’energia da fusione nucleare”, dice Cucchiaro. Il programma prevede “la realizzazione di un tokamak satellite di ITER (JT-60SA), una macchina sperimentale dotata di magneti superconduttori per poter raggiungere il funzionamento continuo, replicando alcuni impulsi di plasma simili a quelli di ITER e consentendo di sviluppare gli scenari di funzionamento di ITER e del reattore dimostrativo (DEMO), un tokamak attualmente in fase di studio. Le prestazioni di questa macchina consentono uno studio molto preciso del riscaldamento neutronico”.

Nel 2007, ricorda Cuccchiaro, sono stati avviati rapporti con Fusion for Energy, l’organizzazione europea che gestisce il contributo dell’Unione europea al progetto ITER, e che ha firmato con il Giappone Broader Approch. La partecipazione all’accordo bilaterale da parte europea è stata decisa su base volontaria dai governi di Italia, Francia, Germania, Spagna e Belgio. “Il costo di questa macchina è diviso equamente tra UE e Giappone e l’Enea partecipa con la progettazione e realizzazione di parte dei magneti e del sistema di alimentazione di JT-60SA”.
Come Europa “abbiamo dovuto realizzare il sistema magnetico toraidale sia altri componenti, quali ad esempio il criostato”. La divisione del lavoro ha portato Italia e Francia, Enea e l’omologo francese CEA, “a seguire la parte principale del progetto, ovvero la costruzione del sistema magnetico toroidale, e gran parte del sistema elettrico, realizzando degli alimentatori elettrici e quattro interruttori a energia continua ad alta potenza, indispensabili per la realizzazione del plasma”, continua Cucchiaro.

I rapporti tecnici economici “sono regolati da specifici Agreement of Collaboration con l’agenzia Fusion for Energy, che coordina tutte le attività europee, e impegnano i vari Paesi a fornire il proprio contributo”, precisa il capo della task force Enea. “Il convegno serve a illustrare il completamento delle attività avviate nel 2010. Una volta terminato il progetto e assegnate le gare di fornitura alle aziende che hanno partecipato alla realizzazione della componentistica hi-tech (ASG Superconductors, Walter Tosto, OCEM, POSEICO, ICAS, partecipata dall’Enea), abbiamo seguito tutte le attività, dai programmi di qualifica dei componenti alla realizzazione degli avvolgimenti delle bobine e delle casse di contenimento”. Nell’ambito dell’accordo, l’Enea fornisce nove magneti superconduttori a campo toroidale (TF) e ha già cominciato a consegnare per nave le bobine in Giappone.

L’occasione del convegno del 15 novembre è quella “di rivedere insieme tutto il percorso seguito per la costruzione di questi componenti: metteremo in risalto l’efficacia dell’integrazione che abbiamo raggiunto, in particolare, con Fusion for Energy e la Francia per la realizzazione di soluzioni innovative, che a loro volta hanno dato un contributo importante sia all’organizzazione diffusa delle nostre attività sia a miglioramenti interni delle industrie che hanno partecipato a questa realizzazione, per esempio sviluppando nuove tecniche di saldatura e di controllo. Nell’occasione – conclude Cucchiaro -si evidenzierà non soltanto la capacità realizzativa di Enea e dell’Italia ma anche le potenzialità offerte da un coordinamento più allargato con Fusion for Energy”.

Fusione nucleare: convegno Enea il 15 novembre ultima modifica: 2018-11-12T11:16:12+00:00 da Goffredo Galeazzi

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