Ottorino Veneri, CNR: “Elettrificazione da estendere anche a navi e aerei”

15 ottobre 2018 MOBILITÀ , OPINIONI
Ottorino Veneri, CNR: “Elettrificazione da estendere anche a navi e aerei”

Intervista a Ottorino Veneri, ricercatore dell’Istituto Motori del CNR.

L’assieme più che la parte. La logica di sistema più che il singolo meccanismo. La pluralità dei mezzi con cui spostarsi più che uno in particolare. Il messaggio che arriva dall’Istituto Motori del CNR di Napoli, un’eccellenza italiana nel campo dei sistemi di propulsione, va proprio in questa direzione: l’innovazione deriva dal mettere insieme molti fattori che, cumulandosi, potrebbero permettere un salto significativo in termini di efficienza e di abbattimento delle emissioni inquinanti.

“Prendiamo la tecnologia sicuramente oggetto di grande attenzione in questi ultimi anni, l’automobile”, spiega Ottorino Veneri, ricercatore all’Istituto Motori del CNR. “Le nostre attività di ricerca sperimentale non riguardano solo i sistemi di propulsione dei veicoli elettrici, ma anche le infrastrutture che consentono a questi veicoli di funzionare secondo le reali esigenze degli utenti. Questo è senza dubbio un punto cruciale, perché in passato l’elemento principale di freno alla diffusione di questa tecnologia è stata propria la carenza di attenzione verso una rete infrastrutturale a supporto di queste nuove tecnologie di mobilità sostenibile”.

Indubbiamente la questione della rete è essenziale sia per l’approvvigionamento energetico del singolo veicolo che per l’impatto complessivo del sistema. La prima domanda è ovvia: oggi la rete reggerebbe la presenza di un numero consistente di auto elettriche? E si otterrebbero significativi vantaggi in termini ambientali?

“La risposta è positiva su entrambi i fronti perché lo sviluppo delle fonti rinnovabili ha rafforzato la rete, ha creato una struttura più decentrata e ha ovviamente abbassato l’impatto ambientale della produzione elettrica. Inoltre, in un prossimo futuro l’assieme delle batterie del parco delle auto elettriche andrebbe a costituire una forma di stoccaggio dell’elettricità contribuendo, mediante il così detto vehicle-to-grid, a dare più flessibilità al sistema. Si riduce così la possibile richiesta di nuove centrali dovuta alla diffusione della mobilità elettrica”.

Le teorie sugli assiemi sono interessanti, ma se a qualcuno viene in mente di comprare una macchina elettrica le domande che si pone sono molto semplici: il modello elettrico costa quanto quello convenzionale? L’autonomia è uguale?

“È vero le domande sono queste, ma l’affermarsi di nuove tecnologie richiede opportune tempistiche. Come si fa a paragonare un sistema che ha alle spalle più di un secolo di investimenti e di sviluppo tecnologico con uno che si affaccia adesso sul mercato? Per questo motivo preferisco non fare al momento previsioni e non azzardo una data per individuare il momento in cui i due sistemi saranno perfettamente concorrenziali. Ma osservo che lo sviluppo dei sistemi elettrici avviene a vari livelli”.

Quali livelli?

“Innanzitutto stiamo già osservando processi di elettrificazione e di ibridizzazione delle nostre auto, che dovrebbero portare a una possibile completa elettrificazione della mobilità urbana, supportata da una adeguata infrastruttura di ricarica, manutenzione ed assistenza. Inoltre ci sono altre modalità di trasporto oltre a quelle stradali su gomma. Ad esempio le navi e gli aerei. In campo navale si è all’inizio di una diffusione di processi di elettrificazione per l’ottimizzazione dei sistemi ausiliari di bordo, mediante la trasformazione da movimenti pneumatici o idraulici a processi governati dall’elettrificazione. Per l’uso della propulsione elettrica invece siamo all’inizio del percorso. Ma ci si comincia a muovere in questa direzione, soprattutto per imbarcazioni di piccola taglia che navigano in zone protette di mare, aree in cui si richiedono mezzi a basso impatto ambientale”.

Qualche esempio?

“Come CNR stiamo seguendo il processo di ibridizzazione di una nave oceanografica che in origine aveva un motore diesel e che ora è in grado di utilizzare un doppio sistema, diesel ed elettrico. Questa possibilità è particolarmente utile per effettuare campagne oceanografiche a potenza ridotta in zone marine tutelate e nelle vicinanze dei porti”.

Per gli aerei sembra un po’ più complesso l’utilizzo dell’alternativa elettrica.

“Più complesso perché le norme di sicurezza per un veicolo che viaggia a qualche chilometro di altezza sono molto rigorose. Ma anche in questo campo si stanno avviando attività di ricerca e sviluppo di aerei che in un prossimo futuro potranno essere dotati di molte innovazioni: sistemi ibridi con il doppio motore, termico ed elettrico; sistema di accumulo energetico; sistemi fotovoltaici disposti sulle ali di veicoli per il monitoraggio ambientale, che durante le ore di maggiore insolazione possono servire a produrre idrogeno che fornirà energia durante le ore notturne”.

Vede un futuro in queste tecnologie aeronautiche?

“Nei prossimi anni è prevista una crescita annua del traffico aereo del 4-5%, e un incremento significativo dei velivoli a pilotaggio remoto o autonomi. Per ridurre l’impatto ambientale – conclude Ottorino Veneri –  la Strategic Research and Innovation Agenda europea ha in programma drastiche riduzioni delle emissioni di sostanze inquinanti e del rumore. È probabile che per raggiungere questi nuovi obiettivi in futuro sarà necessario far ricorso a tecnologie profondamente innovative. Del resto di propulsione ibrido elettrica in campo aereo si parla anche in programmi europei di primo piano come Horizon 2020 e in Clean Sky 2”.

Ottorino Veneri, CNR: “Elettrificazione da estendere anche a navi e aerei” ultima modifica: 2018-10-15T16:37:47+00:00 da Antonio Cianciullo

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