Mobilità elettrica: la sfida dell’Europarlamento all’industria

15 ottobre 2018 MOBILITÀ , NEWS
Mobilità elettrica: la sfida dell’Europarlamento all’industria

In una risoluzione approvata a inizio ottobre, i deputati chiedono target ambiziosi sulla mobilità elettrica e a basse emissioni.

Un parco auto con emissioni ridotte del 40% entro il 2030. È questa la sfida dell’Europarlamento all’industria automobilistica inclusa in una risoluzione approvata a inizio ottobre. Un obiettivo estremamente ambizioso ma considerato necessario per provare a rispettare gli impegni sottoscritti alla Cop21 di Parigi nel 2015. Se guardiamo al percorso verso una low carbon economy, il settore dei trasporti è senza dubbio “la pecora nera”: l’unico nell’Unione Europea in cui le emissioni di gas a effetto serra sono ancora in aumento. Gli eurodeputati provano ad alzare l’asticella in vista della probabile negoziazione con il Consiglio UE: la proposta iniziale della Commissione infatti si attestava al 30%. Altra importante novità, più incisiva probabilmente per il mondo della ricerca, è la proposta di definire quote di mercato per la penetrazione di veicoli a impatto zero.

MOBILITÀ ELETTRICA: EUROPARLAMENTO CHIEDE QUOTE DI MERCATO PER GLI ZLEV

Nella sua formulazione completa, la risoluzione approvata a Strasburgo prevede un obiettivo intermedio di riduzione delle emissioni delle nuove auto del 20% nel 2025. Inoltre, punta a imporre quote di mercato agli ZLEV, gli Zero Low Emission Vehicle, ovvero veicoli elettrici o con emissioni al di sotto dei 50 g CO2 a chilometro. Questi veicoli dovranno coprire il 20% di auto e furgoni nuovi immessi sul mercato nel 2025. Quota che sale fino al 35% nel 2030.

Nel disegno di legge, i deputati chiedono poi alla Commissione di formulare una proposta entro due anni per arrivare a introdurre un test per la misurazione delle emissioni in condizioni di guida reali. Test che dovranno diventare operativi entro il 2023. Altra richiesta è quella di sostenere la produzione europea di batterie. Un settore che si fa sempre più cruciale e sul quale l’Europa deve recuperare rischia di accumulare un ritardo strategico. Come già scritto su RES Magazine, il mercato delle batterie nei prossimi anni è destinato ad avere una crescita esponenziale, in presenza tuttavia di un forte sbilanciamento commerciale verso l’area asiatica.

MOBILITÀ ELETTRICA: L’ITALIA ARRANCA

L’Europa ce la farà? Il percorso è in salita. Alcuni Stati membri hanno una marcia in più sia per ciò che concerne le vendite che l’infrastruttura di ricarica. L’Italia, al momento, arranca. Secondo il recente E-mobility report della School of Management del Politecnico di Milano, nel 2017 sono state vendute nel mondo 1,2 milioni di auto elettriche, con una crescita del 56% rispetto al 2016. Nel 2018 il trend di crescita dovrebbe continuare per arrivare a 2 milioni di veicoli.

Benché il nostro Paese segua questa scia positiva, i numeri sono ancora estremamente marginali. Nel 2017, le auto elettriche vendute sono state 4.827, lo 0,24% del totale dei veicoli in circolazione: 1.964 full-electric e 2.863 auto “plug in” (i veicoli con la possibilità di ricarica associata ad un motore tradizionale. In Europa, i primi mercati sono Norvegia e Germania con, rispettivamente, 62.000 e 55.000 nuove immatricolazioni. A livello globale, la Cina la fa da padrone, con 580.000 auto vendute e una crescita di oltre il 70% rispetto al 2016.

Si amplia anche l’infrastruttura di ricarica: lo scorso anno il nostro Paese è arrivato a contare circa 2.750 punti di ricarica pubblici, distribuiti su circa 1.300 colonnine. Una crescita imponente rispetto all’anno precedente (+750%) ma con una distribuzione ancora fortemente disomogenea. Non solo un divario tra Sud e Nord ma anche tra grandi centri urbani e realtà più piccole.

Mobilità elettrica: la sfida dell’Europarlamento all’industria ultima modifica: 2018-10-15T15:00:04+00:00 da Redazione

Articoli correlati