Energia dal mare: una sfida per l’Europa mediterranea

17 settembre 2018 IN PRIMO PIANO
Energia dal mare: una sfida per l’Europa mediterranea

Sulle modalità di estrazione di energia dal mare, il gap tra Europa Mediterranea e Paesi che affacciano sull’Atlantico è ampio ed è dovuto principalmente alla disponibilità della risorsa. Tuttavia, le potenzialità sono allettanti, soprattutto per un Paese come il nostro con 8.000 chilometri di costa. I dati elaborati dall’Enea stimano un potenziale di 13 kw per ogni metro di costa in alcuni tratti della Sardegna occidentale. Energia da estrarre dal moto ondoso, mentre le correnti dello Stretto di Messina “immagazzinerebbero” fino a 1 Gwh l’anno. Nel nuovo numero di RES Magazine cerchiamo di fare il punto tra policy europee e sviluppi tecnologici made in Italy.

SANNINO, ENEA: DALL’ENERGIA DAL MARE PROSPETTIVE DI SVILUPPO INDUSTRIALE

Partiamo da un punto fermo: nei prossimi anni l’energia dal mare dovrà necessariamente essere parte della “dieta energetica” del continente: nel 2035 dovremo essere in grado di realizzare dispositivi capaci di produrre energia dalle onde a 10 centesimi a kwh e almeno il 10% dell’energia prodotta a livello comunitario dovrà arrivare dal mare. Il cammino da fare sarà lungo e tortuoso ma qualcosa si sta muovendo. Una prova è il progetto Pelagos (Promoting innovative nEtworks and cLusters for mArine renewable energy synerGies in mediterranean) il cui scopo è quello di promuovere la creazione del primo cluster tecnologico Mediterraneo interamente dedicato alla Blue energy. “L’obiettivo è quello di fare massa critica  – ci spiega Gianmaria Sannino, esperto di oceanografia e responsabile del Laboratorio ENEA di modellistica climatica e impatti – Mettere in connessione le aziende. Capire quale potrebbe essere il loro apporto e fare interagire le singole componenti nazionali che hanno interesse a sviluppare tecnologie da usare nel Mediterraneo. A ottobre ci sarà a Roma il primo incontro b2b”.

Quindi sinergie per il trasferimento tecnologico. La vera sfida è progettare la tecnologia più adatta per le caratteristiche specifiche del Mediterraneo, un mare al quale non si possono applicare le soluzioni sviluppate perle onde oceaniche. Chi arriverà primo su questo fronte avrà la chance di essere leder in un settore, quello dell’energia dal mare, con grandi prospettive di industrializzazione.

WAVESAX: DA RSE UNA TECNOLOGIA INNOVATIVA PER L’ENERGIA DALLE ONDE

In Italia, RSE è impegnata proprio su questo fronte. Tra i risultati di un progetto finanziato con il programma della Ricerca di Sistema c’è WaveSax. La tecnologia WaveSAX si basa su di un principio di funzionamento definito OWC – Oscillating Water Column: grazie alla forma particolare che ricorda la bocca di un sassofono (da cui deriva il nome) l’acqua marina oscilla verticalmente all’interno di una condotta, con pressione e velocità ottimali per fare girare una turbina idraulica collegata ad un generatore elettrico. Caratteristiche e dimensioni ne fanno una soluzione ideale per le nostre coste e per le onde del Mediterraneo.

Il dispositivo progettato da RSE ha suscitato l’interesse di un importante player di settore come Enel Green Power che nell’ultimo anno ha dato un contributo alla fase di sperimentazione: “Abbiamo optato poi per una tecnologia dalle dimensioni più ridotte, sia perché dimensionata sulle caratteristiche del moto ondoso mediterraneo, sia per poterla installare a ridosso della costa. In questo modo possiamo servirci delle strutture marittime costiere già esistenti: moli dei porti, banchine, frangiflutti – ci ha spiegato Maximo Peviani, responsabile del progetto Energia elettrica dal mare per RSE – I primi riscontri sono stati promettenti. In funzione dei risultati che otterremo in mare capiremo come proseguire”.

Energia dal mare: una sfida per l’Europa mediterranea ultima modifica: 2018-09-17T13:17:29+00:00 da Redazione

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