Pareti verdi e impianti NZEB: nuove sperimentazioni Enea

26 giugno 2018 EFFICIENZA , NEWS , RICERCA DI SISTEMA
Pareti verdi e impianti NZEB: nuove sperimentazioni Enea

Pareti verdi ma anche edifici a energia quasi zero: nel quadro di una serie di attività dedicate alle “Tecnologie per gli edifici del futuro”, finanziate dal programma della Ricerca di Sistema, l’Enea sta portando avanti alcuni progetti estremamente innovativi.

Partiamo dal primo ambito: “Stiamo lavorando su di una sorta di edifico prototipo per studiare varie soluzioni che hanno come applicazione principale la presenza del verde – ci spiega Giovanni Puglisi del Dipartimento Unità per l’Efficienza Energetica Enea – Vogliamo poter quantificare in maniera precisa i vantaggi e gli eventuali limiti di questo tipo di soluzioni”.

UN EDIFICIO PROTOTIPO PER SPERIMENTARE SOLUZIONI BASATE SUL VERDE

L’edificio di cui parla Puglisi si trova presso il centro Enea Casaccia ed è stato equipaggiato con due pareti verdi, una copertura vegetale per il tetto e una serra bioclimatica: “Studiamo sia gli aspetti energetici sia l’efficacia delle diverse essenze vegetali per la mitigazione della temperatura circostante, per contrastare il fenomeno delle cosiddette isole di calore cittadine”. Il progetto è ancora in fase di svolgimento ma i primi risultanti sono promettenti. Di fatto la copertura vegetale agisce da ottimo isolante. “La temperatura interna può scendere anche di tre gradi. Mentre, rispetto alle temperature massime registrate sulla parete esternaabbiamo registrato un abbassamento che può arrivare fino a una decina di gradi”.

Ma come si realizzano delle pareti verdi? “La ricerca di sistema – risponde Puglisi – si pone sempre l’obiettivo di creare installazioni replicabili. Realizzare una parete verde direttamente a contatto è più complesso perché va ad alterare molto di più l’edificio e può creare problemi di umidità. Per questo abbiamo realizzato una struttura metallica, distanziata circa 50 centimetri dalla parete. La struttura è equipaggiata con piattaforme dove vengono posizionati i vasi. Con questa soluzione la parete si può installare anche dove non c’è terreno nello spazio adiacente l’abitazione per piantare le essenze vegetali”.

Si tratta di piante rampicanti, non sempreverdi in modo da poter sfruttare al massimo la radiazione solare durante l’inverno. Hanno una “costante verde” con valori molto elevati. Si tratta di un parametro che, semplificando, in base ad alcune caratteristiche della pianta come forma e disposizione delle foglie, colorazione e ciclo biologico, ne quantifica la capacità di schermare la radiazione solare. Più il valore è prossimo a 1, più la vegetazione esercita una buona schermatura. Le piante utilizzate nella sperimentazione Enea hanno una costante verde tra 0.8 e 0.95.

“In parallelo su questo edificio stiamo realizzando una serra bioclimatica, un’altra soluzione di isolamento con essenze vegetali. Abbiamo chiuso parzialmente un balcone per trasformarlo in una serra pensata per massimizzare il comfort anche durante l’inverno. Alla fine della campagna sperimentale potremo fornire numeri reali e capire il reale apporto e le eventuali criticità di ogni soluzione analizzata”.

NON SOLO PARETI VERDI: UN IMPIANTO PROTOTIPO PER MASSIMIZZARE IL CONCETTO NZEB

Un’altra sperimentazione che va nell’ottica di una efficienza spinta riguarda una particolare dotazione impiantistica. Spiega ancora Puglisi: “Sempre in Casaccia, stiamo realizzando un prototipo dotato di pompa di calore, accumuli termici, accumuli elettrici e un campo fotovoltaico. Al di là di un miglioramento alla pompa di calore, si tratta di tecnologie già in commercio. È la dotazione che dovrebbe massimizzare il concetto di edificio NZEB, a energia quasi zero”.

L’impianto-prototipo viene testato simulando il profilo di carico  di un edificio: “Il nostro obiettivo è un ‘edificio a potenza quasi zero’ il quale non solo ha un fabbisogno energetico molto basso o quasi nullo, coperto in misura molto significativa da energia da fonti rinnovabili, ma presenta caratteristiche di significativo autoconsumo istantaneo riducendo o annullando lo scambio di potenza con la rete”. Praticamente un edificio quasi off grid.

Com’è possibile tutto ciò? “Il sistema cerca di far funzionare la pompa di calore sempre al massimo delle prestazioni e soprattutto quando più è conveniente, ovvero quando c’è il sole che alimenta il fotovoltaico. L’acqua calda prodotta, se non necessaria, viene conservata negli accumuli termici. Inoltre, si va a ottimizzare il funzionamento del fotovoltaico attraverso l’accumulo elettrico”.

Alcuni primi dati rendono l’idea. Il prototipo prevede un impianto fotovoltaico di 10 kWp e una pompa di calore di 33kW. Per un edificio che presenta una superficie riscaldata di 180 metri quadrati, il sistema equipaggiato con accumulo termico e sistema avanzato di controllo riesce a fornire nei mesi invernali circa il 90% dell’energia necessaria. Lo stesso sistema senza accumulo termico si ferma al 15%. Nei mesi estivi le percentuali sono rispettivamente dell’85 e del 40%.

Pareti verdi e impianti NZEB: nuove sperimentazioni Enea ultima modifica: 2018-06-26T13:07:31+00:00 da Francesco Sellari

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