Zorzoli, Coordinamento FREE: “SEN tra luci e ombre”

24 novembre 2017 OPINIONI
Zorzoli, Coordinamento FREE: “SEN tra luci e ombre”

“Questa SEN offre un quadro con luci ed ombre. Rappresenta un grosso passo avanti rispetto ai documenti precedenti e si vede l’effetto positivo di una consultazione che è stata seria e approfondita. Ma manca una riflessione sul motivo dei ritardi che hanno segnato gli ultimi anni”. È il giudizio di Giovanni Battista Zorzoli, attento analista del sistema elettrico e presidente onorario del Coordinamento FREE (Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica), sulla nuova Strategia energetica nazionale.

Cominciamo con le luci: gli aspetti positivi della SEN, che sono stati quelli più sottolineati nei commenti a caldo.
“È vero, ci sono vari aspetti positivi. Li elenco. I target per le fonti rinnovabili, che dovranno soddisfare il 55% dei consumi finali per la parte elettrica e il 30% per la parte termica. Un consistente salto in avanti per l’efficienza energetica. La decisione di indicare gli strumenti e le misure necessarie per realizzare questi obiettivi. Lo stop al 2025 per tutte le centrali a carbone, una misura che garantisce un significativo abbattimento delle emissioni di CO2”.

Non è poco.
“Certo, non è poco. Ma, come dicevo, manca un’analisi che spieghi il forte rallentamento dei processi virtuosi negli ultimi due o tre anni. E non sottolineo questo deficit come mancanza di tipo teorico. Quello che mi preoccupa è il fatto che non sia stato evidenziato l’impegno necessario al raggiungimento degli obiettivi indicati. Per arrivare ai target al 2030 per le rinnovabili elettriche bisogna moltiplicare per 5 gli sforzi di installazione compiuti nel 2016. E in realtà l’impegno necessario potrebbe essere anche maggiore perché il calcolo che ho indicato parte dal presupposto che il rilancio delle rinnovabili parta il primo gennaio 2018: un dato tutt’altro che scontato”.

Non ha citato l’edilizia. La deep renovation che sposta l’attenzione dal cambio degli infissi al lavoro sulla coibentazione di interi edifici è un aspetto importante del processo.
“Lo stavo per citare. Non c’è dubbio – aggiunge Zorzoli – che questo elemento rappresenti un cardine dei provvedimenti necessari per migliorare i nostri standard di efficienza energetica. E anche in questo settore il passo avanti è importante. Ora però si arriva alle note dolenti”.

Cioè?
“La nebbia sulla mobilità sostenibile. È vero che ci sono vari accenni alla necessità di aumentare la quota di trasporto su ferro a spese della gomma, di rilanciare le modalità in sharing, ma quando si arriva al dunque si scopre che di concreto c’è assai poco. Mancano gli strumenti, mancano le misure, mancano i tempi entro cui raggiungere specifici obiettivi. Gli unici elementi tangibili sono l’indicazione al 2030 del 25% di gas naturale liquefatto per il trasporto pesante su strada e del 50 % per il trasporto marino”.

Dunque è questa la critica principale?
“È una delle critiche. Un’altra è che guardando i numeri della strategia, e bisogna leggere tutte e 300 le pagine per trovarli, si vede che c’è una contraddizione nel campo del gas. La richiesta di nuove infrastrutture, che comportano una spesa consistente e si ripagano in decenni, non coincide con le proiezioni sui consumi. I consumi di gas sono costanti nella prima fase e scenderanno dopo il 2050.

La ricerca verrà sostenuta dalla nuova Sen?
“Sì, è uno degli aspetti positivi: nel documento della Strategia energetica nazionale c’è un esplicito ringraziamento per il lavoro svolto dagli enti di ricerca e si prevede di raddoppiare i fondi per la ricerca in campo energetico. È una spinta necessaria perché dobbiamo recuperare un ritardo consistente. Si capisce tutto guardando all’andamento dei brevetti nel settore energetico. Nel 2015 a livello mondiale per il fotovoltaico sono state avanzate 9.646 richieste di brevetto, per gli accumuli 7.450, per l’eolico 5.443. È ovvio aspettarsi che gli Stati Uniti siano in testa. E infatti lo sono con 3.500 brevetti, seguiti dal Giappone e dalla Corea del Sud con più di 2 mila, dalla Germania con 1.903. E l’Italia? L’Italia è penultima nel gruppo formato dai più importanti Paesi con appena 103 domande di brevetti nel settore elettrico: precede solo l’India che ne ha 44”.

Quindi sulla ricerca al momento lei, Zorzoli, vede solo ombre.
“Non esageriamo, ad esempio la piccolissima quota di finanziamento alla ricerca di sistema inserita nella tariffa elettrica permette di realizzare progetti importanti perché è una voce stabilita in modo fisso e quindi consente investimenti programmabili. E infatti la ricerca di sistema in Italia è una signora ricerca che coinvolge strutture come RSE, Enea, Cnr, università. Grazie a questa rete il nostro Paese ha ottenuto importanti riconoscimenti nel campo dell’integrazione del sistema elettrico. L’Italia è capofila delle smartgrid: siamo più avanti di Germania e Francia, siamo alla seconda generazione di contatori digitali per la rete elettrica mentre altri Paesi stanno ancora installando la prima. E questo dimostra che quando la ricerca è sostenuta con continuità i risultati arrivano e costituiscono un volano per le imprese italiane permettendo loro di ottenere importanti risultati sui mercati globali”.

Zorzoli, Coordinamento FREE: “SEN tra luci e ombre” ultima modifica: 2017-11-24T12:07:10+00:00 da Antonio Cianciullo

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