SEN 2017: cosa prevede, gli investimenti, i fondi per la ricerca

24 novembre 2017 NEWS , POLICIES
SEN 2017: cosa prevede, gli investimenti, i fondi per la ricerca

Dopo un processo lungo quasi un anno, che ha coinvolto tutti gli stakeholders, la SEN è realtà. La Strategia Energetica Nazionale 2017, presentata a Palazzo Chigi lo scorso 10 novembre dai ministri Calenda e Galletti, fissa le linee di indirizzo delle politiche energetiche italiane fino al 2030. Questi gli elementi cardine: l’uscita dal carbone nel 2025; il potenziamento del ruolo delle rinnovabili; l’investimento sull’efficienza nei settori non ETS; l’importanza del gas come principale fonte di transizione verso un sistema energetico a zero emissioni.

La SEN, e gli strumenti operativi che ne deriveranno, dovrebbero mobilitare complessivamente 175 miliardi di investimenti aggiuntivi, così suddivisi: 30 miliardi per reti e infrastrutture del gas e del sistema elettrico; 35 miliardi per le fonti rinnovabili; 110 miliardi per l’efficienza energetica. La SEN si propone poi di mettere in atto una serie di azioni per annullare il differenziale di prezzo del gas tra il nostro Paese e il nord Europa (circa 2€ per Mwh) e ridurre la bolletta elettrica del 25%, intervenendo sulla dipendenza dall’estero. Per quanto concerne la ricerca, la SEN ribadisce l’impegno italiano all’interno del programma internazionale Mission Innovation, puntando a raddoppiare gli investimenti entro il 2021: 444 milioni di euro rispetto ai 221 del 2013.

LA SEN E LA RICERCA: IL RADDOPPIO DEI FONDI

Partiamo dall’ultimo punto elencato, che sta particolarmente a cuore a RES Magazine: la ricerca in ambito energetico. Tra i settori prioritari sui quali orientare gli investimenti, la SEN cita: i processi produttivi simbiotici che incrementino l’efficienza energetica nell’industria; i dispositivi e i materiali ad alta efficienza energetica nell’industria, che consentano anche il recupero e la valorizzazione dei cascami termici industriali; lo sviluppo di pompe di calore e accumuli termici innovativi per la riduzione dei consumi di climatizzazione; i processi e materiali innovativi per la produzione di energia da biomasse e di biocombustibili; le reti intelligenti e i sistemi di accumulo distribuiti. Fuori dai programmi di raddoppio, la fusione nucleare e la CCS (Carbon Capture and Storage).

L’altro grande strumento per stimolare la ricerca sarà il SET-Plan  (Strategic Energy Technology Plan) definito come “il  punto di riferimento per gli investimenti a livello di UE, nazionale e regionale e per gli investimenti privati a favore della ricerca e dell’innovazione nel settore energetico”.Piccola nota dolente: al pari della SEN 2013, anche questa registra una situazione per la ricerca energetica italiana “in sofferenza”.

Per la ricerca, la stesura della nuova Strategia ha registrato una importante novità, come sottolineato da Stefano Besseghini, Presidente e AD di RSE Ricerca sul Sistema Energetico: “L’elaborazione della SEN è stato un importante banco di prova della collaborazione tra i principali centri di ricerca nazionali. Un’esperienza che deve poter continuare senza soluzione di continuità per proiettarsi verso il piano clima energia, primo vero elemento di raccordo con la strategia europea del winter package”.

STOP AL CARBONE DAL 2025

Il phase-out del carbone al 2025 è una delle scelte più importanti di questa SEN. Il nostro Paese si impegna a raggiungere l’obiettivo “zero generazione da carbone” con cinque anni di anticipo rispetto allo scenario inizialmente prospettato. Ciò comporterebbe una riduzione delle emissioni di CO2 di oltre 18 milioni di tonnellate all’anno. La scelta dell’abbandono del carbone al 2025 incide così sugli obiettivi di decarbonizzazione: -39% di emissioni al 2030 e -63% al 2050 (rispetto al -27% di uno “scenario inerziale”). Gli 8 GW di generazione oggi garantiti dal carbone saranno forniti da un mix di rinnovabili e gas.

Capitolo rinnovabili: la quota percentuale di rinnovabili sui consumi elettrici finali al 2030 viene innalzata al 55% (inizialmente era del 49%), mentre l’apporto delle fonti pulite sul totale dei consumi energetici viene fissato al 28%. In questo percorso, un ruolo predominante dovranno giocare eolico e fotovoltaico da installare soprattutto in aree industriali dismesse, sui capannoni e sui tetti per limitarne l’impatto sul paesaggio. Per dare sviluppo al mercato viene accantonata la soluzione basata sugli incentivi, prediligendo invece il meccanismo delle aste al ribasso per stimolare concorrenza e soluzioni tecnologicamente innovative.

EFFICIENZA NEL CIVILE E RUOLO DEL GAS

Efficienza, la SEN fissa una riduzione dei consumi finali da 118 a 108 Mtep con un risparmio di circa 10 Mtep/anno al 2030, prevalentemente nel civile e nei trasporti. Per raggiungere questo obiettivo, tra il 2021 e il 2030 il nostro Paese conseguire un risparmio annuo da politiche attive dell’1,5% rispetto alla media dei consumi del triennio 2016-2018.

Infine, il gas: come più volte ribadito dal Governo, l’obiettivo è quello di far divenire l’Italia un “hub” del gas per il Mediterraneo al fine di garantire un approvvigionamento di energia stabile e sicuro. Questo significa puntare su strumenti per attirare gas naturale verso il mercato italiano (aste per l’assegnazione di capacità di rigassificazione) e investimenti sui gasdotti (come il Tap e il progetto East Med).

SEN 2017: cosa prevede, gli investimenti, i fondi per la ricerca ultima modifica: 2017-11-24T12:05:24+00:00 da Francesco Sellari

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