Silvestrini: “Rinnovabili su isole, soluzioni compatibili con paesaggio”

21 luglio 2017 OPINIONI
Silvestrini: “Rinnovabili su isole, soluzioni compatibili con paesaggio”

Di un salto delle piccole isole italiane verso l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili si parla da oltre 30 anni e i numeri mostrano impietosamente gli scarsi risultati di tanti studi e di tante proposte. Ora però, con il decreto del ministero dello Sviluppo economico al centro di questo focus di Res Magazine, la prospettiva cambia. Perché ci sono state tante resistenze e cosa potrebbe accadere ora? Lo abbiamo chiesto a Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club.

“A frenare il cambiamento è stato un meccanismo perverso, lo stesso meccanismo che ora viene smontato”, risponde Silvestrini. “Produrre energia nelle isole non collegate alla rete nazionale costa ovviamente di più e finora il differenziale di prezzo aveva incentivato sistemi tecnologicamente arretrati e con un forte impatto ambientale. I produttori locali venivano pagati a piè di lista senza correttivi legati alla qualità ambientale dell’elettricità generata. Quindi non avevano interesse né a risparmiare né a utilizzare fonti rinnovabili”.

In vari casi sono stati annunciati piani che sembravano dover ribaltare questa situazione ma non l’hanno scalfita. Questa è la volta buona?
“Sì perché sono stati decisi obiettivi al 2020 che verranno progressivamente rafforzati. E infatti le cose sono già cominciate a cambiare: gli stessi produttori locali che per tanto tempo avevano usato sistemi che eufemisticamente possiamo chiamare poco innovativi nel corso dell’ultimo anno, quando hanno capito che il decreto sarebbe stato emanato, hanno cambiato passo: da un atteggiamento ostile verso efficienza e rinnovabili sono passati a un atteggiamento proattivo”.

C’è però una seconda difficoltà allo sviluppo delle rinnovabili nelle piccole isole. Può esserci un conflitto tra la necessità della difesa paesaggistica e quella di uno sviluppo innovativo della produzione elettrica.
“È vero il problema esiste, in particolare per l’eolico. Ma si possono usare forme di energia rinnovabile perfettamente compatibili con la difesa del paesaggio, come il fotovoltaico integrato negli edifici, che consentano di raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione senza ledere gli equilibri estetici delle isole, Ad esempio il solare può essere mimetizzato sul bordo dei parapetti dei terrazzi”.

Qual è la tendenza a livello globale per le piccole isole?
“Molte tendono a essere tr5asformate in laboratori energetici estremamente avanzati, con reti smart, sistemi di accumulo, sistemi di rinnovabili integrati con il recupero di cave e discariche. Io stesso ho partecipato, assieme al Cnr, a uno studio su Lampedusa per evidenziare le potenzialità dell’isola dal punto di vista delle fonti rinnovabili e i risultati sono stati molto incoraggianti”.

Quanto costerà la trasformazione energetica delle piccole isole italiane?
“Non c’è sovracosto. Con quello che si risparmia rispetto alle attuali tariffe si può finanziare la trasformazione. E’ lo stesso meccanismo utilizzato dalle esco: l’innovazione permette di ammortizzare il prezzo dei nuovi impianti nel giro di pochi anni e di ottenere un guadagno netto nel periodo successivo”.

Silvestrini: “Rinnovabili su isole, soluzioni compatibili con paesaggio” ultima modifica: 2017-07-21T18:38:13+00:00 da Antonio Cianciullo

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