Tra tradizione e innovazione: l’efficienza per il patrimonio edilizio storico

17 maggio 2017 IN PRIMO PIANO
Tra tradizione e innovazione: l’efficienza per il patrimonio edilizio storico

Tradizione e innovazione: rispetto del valore monumentale degli edifici e sperimentazione sui nuovi materiali. La ricerca delle migliori soluzioni per l’efficienza del patrimonio architettonico storico e degli edifici di pregio si muove necessariamente su questo crinale. Come armonizzare la tutela e valorizzazione del bene con la necessaria ottimizzazione dei consumi energetici? È questo il tema del nuovo approfondimento di RES Magazine, la testata on line edita dalla Cassa per i servizi energetici e ambientali.

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EDIFICI STORICI: DIAGNOSI E NUOVI MATERIALI PER CONIUGARE TUTELA ED EFFICIENZA
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Non sempre si riescono a conciliare le diverse esigenze, come dimostra la polemica sull’utilizzo dei led in alcuni quartieri del centro storico di Roma. Altre volte, si raggiungono ottimi risultati come nel caso della ristrutturazione delle scuderie settecentesche della Rocca medievale di Sant’Apollinare di Marsciano (PG) che l’anno scorso ha ottenuto il Premio Sviluppo sostenibile in quanto “complesso e integrato intervento di restauro architettonico, consolidamento statico per adeguamento sismico, efficienza energetica e valorizzazione”.

L’OTTIMA BIOCLIMATICA DELLE ARCHITETTURE TRADIZIONALI

Bisogna fare innanzitutto una premessa importante: spesso gli edifici storici hanno una buona bioclimatica. Dai trulli pugliesi ai sassi di Matera, per citare due degli esempi più famosi, sono numerose le architetture di tipo tradizionale che hanno dimostrato di avere un’ottima capacità di isolamento termico. “L’intervento può essere di portata ridotta – spiega Vincenzo Naso, direttore del Cirps – Centro interuniversitario di ricerca per lo sviluppo sostenibile – è consigliabile adottare una filosofia minimalista. Ma va fatta, caso per caso, una scelta. Ci si può limitare ad accompagnare e migliorare la capacità dell’edificio di gestire gli estremi termici mimetizzando l’intervento. Oppure si può fare l’opposto: si può sottolineare l’intervento giocando sul contrasto tra antico e moderno. Questa seconda opzione è più rischiosa perché più facilmente può essere contestata sul piano estetico, ma può anche venire condotta con successo”.

EFFICIENZA: GLI INTERVENTI CHE NON PREGIUDICANO IL PATRIMONIO

Quando parliamo di edifici storici, parliamo di edifici sottoposti a vincolo. Quindi gli interventi che si possono fare per non produrre un impatto negativo sotto il profilo estetico riguardano principalmente i sistemi di controllo dell’illuminazione e del condizionamento, i vetri delle finestre e le soluzioni per la schermatura, gli intonaci e gli isolanti interni. Quasi mai l’involucro edilizio esterno. “Per gli edifici storici – spiega l’architetto Carlo Romeo dell’Enea – l’intervento all’esterno per l’isolamento termico è nella maggioranza dei casi inapplicabile. Bisogna dunque intervenire isolando o nell’intercapedine delle murature (ove presente) o sul loro intradosso. In questi casi si possono utilizzare componenti ad elevatissime prestazioni: feltri isolanti ed intonaci con aerogel nanoporoso a bassissima conducibilità termica; termo intonaci in biocalce naturale (inerti naturali e riciclati) ad elevata traspirabilità e bassissime emissioni di sostanze organiche volatili; materiali PCM (phase change material) che quando fa più caldo passano dallo stato solido a quello liquido, accumulando calore che viene sottratto all’ambiente, e viceversa rilasciano calore nelle fase di passaggio tra stato liquido a solido, riducendo il contributo dell’impianto di condizionamento”.

L’ESPERIENZA DELL’AREA ARCHEOLOGICA DI POMPEI

Non mancano in Italia progetti all’avanguardia che immaginano l’efficientamento come parte integrante di un approccio complessivo per migliorare la sostenibilità e la smartness del patrimonio monumentale. È il caso di Smart@Pompei, progetto che vede la collaborazione di CNR, Mibact, Enti locali e aziende private per trasformare il parco archeologico di Pompei in una vera e propria smart city: .”A Pompei stiamo realizzando un dimostratore tecnologico, un modello integrato attraverso le tecnologie IoT, l’Internet of Things, per il controllo e la gestione della sicurezza delle persone e dei monumenti sia in condizioni normali che di emergenza –  spiega Luca Papi del CNR – La dorsale principale di questo modello è la rete a fibra ottica posata all’interno dei cavidotti usati dalla videosorveglianza”. Tra le soluzioni per l’ottimizzazione dei consumi energetici vanno citati il nuovo impianto di illuminazione perimetrale a led che, da solo, ha determinato una riduzione dei costi di circa il 70%, la realizzazione di nuove cabine elettriche e il rifacimento di impianti di illuminazione interna sempre mediante l’utilizzo di led,la produzione di energia elettrica attraverso coperture a pannello solare e tegole fotovoltaiche.

Tra tradizione e innovazione: l’efficienza per il patrimonio edilizio storico ultima modifica: 2017-05-17T17:46:28+00:00 da Redazione

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