Ricerca di Sistema e innovazione industriale: in partenza 27 nuovi progetti finanziati dal Bando B

6 febbraio 2017 IN PRIMO PIANO
Ricerca di Sistema e innovazione industriale: in partenza 27 nuovi progetti finanziati dal Bando B

È noto che l’Italia ha bisogno di una spinta per raggiungere due traguardi: rilanciare la ricerca per allinearla all’Europa dal punto di vista dell’impegno economico; sostenere il sistema delle piccole imprese che costituisce la spina dorsale del nostro assetto produttivo. Il Bando B per la Ricerca di Sistema nel settore elettrico contribuisce indirettamente a questi due obiettivi ponendosi l’obiettivo di stimolare l’innovazione a vantaggio di tutti gli utenti del sistema elettrico del nostro Paese.

RICERCA DI SISTEMA: UN PROGRAMMA DI SUCCESSO MA SI PUO’ ANCORA MIGLIORARE. Di Francesco Vetrò, presidente Csea
I PROGETTI:

ELETTRAHBF 2.0PROMETEOCALAJOULETVB

LE AREE DI INTERVENTO

Il bando ha riguardato infatti tre macro aree: 10 milioni di euro sono stati destinati a progetti di ricerca che hanno come oggetto la gestione della rete elettrica (trasmissione e distribuzione energia elettrica, generazione distribuita, reti attive e sistemi di accumulo); 11 milioni per la produzione di energia elettrica e la protezione dell’ambiente (sperimentazione sulle rinnovabili, fissione nucleare e componenti innovativi per reattori dimostrativi LFR e SMR); 13 milioni per razionalizzazione e risparmio energetico (i progetti dovevano costare tra i 500 mila euro e i 3 milioni di euro).

RICERCA DI SISTEMA: INNOVAZIONE ANCHE NEL METODO

L’innovazione principale non ha riguardato però le tematiche affrontate ma il metodo: i finanziamenti sono stati collegati al profilo dei richiedenti in funzione dei due obiettivi di fondo (aiutare la ricerca e le piccole imprese). Di base si è potuto ottenere un contributo pari al 50% delle spese sostenute per l’attività di ricerca industriale e del 25% delle spese per le attività di sviluppo sperimentale. Questa quota però è salita proprio in funzione di una logica premiale mirata ad agevolare la collaborazione tra enti di ricerca e imprese e lo sviluppo delle piccole e medie imprese.

Ad esempio, su 100 mila euro investiti su un progetto considerato valido e quindi approvato, una grande impresa ha potuto infatti contare su un cofinanziamento al 50% per la parte riguardante la ricerca industriale, dunque su 50 mila euro. Ma se il progetto è stato portato avanti da una compagine mista con a bordo anche uno o più enti di ricerca, l’incentivo è salito; e, se il proponente industriale era una piccola impresa, c’è stata un’ulteriore agevolazione che ha portato l’incentivo economico fino al 70% della somma complessivamente erogata per la parte di progetto riguardante la ricerca industriale.

Un’altra innovazione importante contenuta nel Bando B è lo sforzo di dematerializzazione: tutto l’iter di approvazione, dalla proposta alla richiesta di varianti e di adeguamenti, è stato trasferito sul web. Questa scelta, come è stato notato da più parti, ha snellito la procedura, abbassato i costi, fatto guadagnare tempo. E i risultati, come documenta questo focus di Res Magazine, confermano che, almeno in parte, il trend è migliorato: è una strada da seguire con sempre maggiore determinazione.

I principali risultati della Ricerca di Sistema saranno oggetto del secondo convegno nazionale promosso dalla CSEA, in programma il 16 febbraio a Roma, presso l’Auditorium Via Veneto.

Ricerca di Sistema e innovazione industriale: in partenza 27 nuovi progetti finanziati dal Bando B ultima modifica: 2017-02-06T11:07:11+00:00 da Antonio Cianciullo

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