VEGA: piccoli elettrodi per radiografare il sottosuolo

25 novembre 2016 NEWS
VEGA: piccoli elettrodi per radiografare il sottosuolo

A facilitare la “radiografia” del sottosuolo per verificare lo stato del supporto su cui poggiano gli edifici c’è anche una nuova tecnologia tutta italiana. È VEGA, un misuratore geoelettrico ideato da Tellus, una start-up innovativa partecipata dal Consorzio di ricerca e sviluppo Hypatia, che da oltre 10 anni favorisce l’incontro tra la ricerca applicata e le imprese e che l’anno scorso ha inaugurato KET Lab: laboratorio di trasferimento tecnologico ospitato nella sede dell’Agenzia Spaziale Italiana di Tor Vergata.

Si tratta di un apparecchio grande quanto una stampante e altrettanto maneggevole, che può arrivare a “vedere” a centinaia di metri nel sottosuolo ed essere utilizzato in vari campi di indagine sotterranea: dall’edilizia all’archeologia; dall’ingegneria civile all’industria estrattiva.

L’apparecchio funziona sfruttando il fenomeno di resistività e conduzione elettrica, che varia a seconda dei materiali attraversati. L’intuizione è l’utilizzo di elettrodi di piccole dimensioni – massima lunghezza 50 centimetri – che vengono conficcati nel terreno o utilizzati sul manto stradale con l’applicazione di piastre di conduzione. Gli elettrodi lanciano il segnale elettrico, che rimbalza sui materiali incontrati nel suolo e viene ricevuto dal software VEGA. Il sistema operativo dello strumento ha un’interfaccia grafica semplice che permette a chiunque di effettuare rilevamenti in modo veloce.

A cura della redazione

VEGA: piccoli elettrodi per radiografare il sottosuolo ultima modifica: 2016-11-25T15:00:56+00:00 da Redazione

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