Terremoto centro Italia: la sfida di una ricostruzione efficiente

25 Novembre 2016 IN PRIMO PIANO
Terremoto centro Italia: la sfida di una ricostruzione efficiente

Per continuare ad aumentare l’efficienza e la sicurezza sismica dei nostri edifici bisogna scommettere su nuovi materiali, su nuove procedure. Dal 2019 tutti i nuovi edifici pubblici dell’Unione Europea, e dal 2021 anche tutte le nuove costruzioni private, dovranno essere a consumi energetici tendenti a zero. In Italia si pone contemporaneamente la sfida di restituire tranquillità agli abitanti delle zone a rischio terremoto adeguando al rischio la qualità delle case. Come procedere? Su cosa scommettere?

ISOLATORI SISMICI E SISTEMI DI DISSIPAZIONE: L’INNOVAZIONE TECNOLOGICA AL SERVIZIO DELLA RICOSTRUZIONE
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VEGA: PICCOLI ELETTRODI PER RADIOGRAFARE IL SOTTOSUOLO
TERREMOTO: LE PROPOSTE DELL’EDILIZIA GREEN

Dalle cronache arrivano alcuni suggerimenti. Poche settimane fa è stato assegnato il Premio per lo sviluppo sostenibile 2016 per la categoria edilizia green alla Fondazione per l’istruzione agraria di Perugia che aveva commissionato nel 2014, dopo i danni prodotti dal terremoto del 2009 in Val Tiberina, il recupero con adeguamento antisismico e riqualificazione energetica delle ex scuderie del monastero benedettino della Rocca di Sant’Apollinare a Marsciano, in provincia di Perugia: oggi è il primo al mondo certificato Leed Historical Building.
Inoltre, in un rapporto presentato da Legambiente a Rimini durante Ecomondo, sono elencati 100 materiali per la nuova edilizia: si va dai mattoni in terra cruda, sabbie e fibre naturali ai sistemi costruttivi realizzati con pannelli in legno massiccio a fibre incrociate; dalle tegole con proprietà fotocatalitiche per purificare l’aria al calcestruzzo con fibre di polipropilene o di acciaio per migliorarne le caratteristiche statiche; dalle lastre di vetro per finestre a isolamento termico rinforzato ai tetti ventilati e rinforzati in modo antisismico.

LE SCELTE COSTRUTTIVE: DALL’INTONACO AGLI ISOLATORI SISMICI

In questo approfondimento di Res Magazine offriamo il punto di vista su questi temi del Cnr e dell’Enea. “Costruendo ex novo si possono utilizzare con facilità tecniche molto efficaci come gli isolatori sismici e i sistemi di dissipazione dell’energia. Sono interventi che consentono di raggiungere un grado di sicurezza molto elevato: se ben progettato, un edificio con queste caratteristiche può uscire da un terremoto anche di forte intensità senza un graffio”, spiega Paolo Clemente, responsabile del Laboratorio “Prevenzione rischi naturali e mitigazione effetti” dell’Enea.

Tuttavia non sempre messa in sicurezza ed efficientamento procedono di pari passo, come accade spesso nella fase di ricostruzione e riparazione che interessa i centri storici. “La semplice scelta di un intonaco più prestazionale dal punto di vista energetico – dice Antonio Mannella, ricercatore dell’Istituto per le tecnologie della costruzione del CNR – applicato su una muratura in pietrame esistente, può determinare una riduzione della dispersione di calore anche del 60/70%, il che equivale quasi a raggiungere la prestazione energetica di una tamponatura di nuova costruzione. Ma nel 95% dei casi si continua ad utilizzare l’intonaco tradizionale”.
“La normativa che riguarda edifici vincolati o le abitazioni nei centri storici – aggiunge – è particolarmente permissiva se paragonata a quella per le nuove costruzioni che impone elevati standard per i consumi energetici: oggi, nei centri storici, si rischia di spendere risorse ingenti per migliorare soltanto la vulnerabilità sismica, tralasciando del tutto l’efficientamento”.

A cura della redazione

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La redazione di RES Magazine è composta da giornalisti esperti di tematiche energetiche e ambientali e si avvale della consulenza di ricercatori e professionisti impegnati nel settore della ricerca di sistema per il sistema elettrico nazionale.

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