L’Unione europea e la sfida della low emission mobility

26 Settembre 2016 IN PRIMO PIANO
L’Unione europea e la sfida della low emission mobility

L’Unione Europea ha deciso di impegnarsi per ridurre l’inquinamento da trasporti, il settore in cui i progressi appaiono più lenti: nel luglio scorso è stata resa nota la Strategia europea per una mobilità sostenibile.

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Il progetto mira non solo ad abbattere le emissioni di CO2, ma anche a offrire uno strumento di modernizzazione dell’economia della Ue e a rafforzare il mercato interno. Ecco alcuni degli assi di questo programma.

Sistemi smart. Un uso più diffuso delle tecnologie digitali permetterebbe di raffinare tecniche già in uso e crearne altre. Si potrebbe realizzare un road pricing molto più preciso, per esempio legato non solo all’ingresso in una determinata area ma ai chilometri percorsi e al tempo di stazionamento. E si potrebbe dare il via libera a sistemi ancora solo prototipali, come le app che consentono di affittare i posti auto privati rendendo evidente la disponibilità di parcheggio, in modo da ridurre gli spostamenti inutili e garantire la fluidificazione del traffico.

Alternative ai combustibili fossili. Sviluppo delle auto ibride ed elettriche, dei biocarburanti, affinamento delle tecnologie che utilizzano idrogeno. Sono questi i punti principali di un progetto di rilancio tecnologico che richiede l’abbattimento delle barriere che finora hanno frenato questo mercato.

Avvicinarsi all’obiettivo emissioni zero. Agevolando la diffusione di veicoli a basse emissioni e a zero emissioni si riuscirà a cambiare in modo significativo il panorama della mobilità europea. Per raggiungere questo obiettivo è necessaria una forte collaborazione tra i vari livelli: l’Unione, gli Stati e le città. È una partita che si gioca su vari fronti: sviluppo tecnologico, incentivi economici, facilitazioni nell’accesso a determinate aree.

A cura della Redazione

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