Finanziamenti UE, su nanomateriali Italia sul podio

22 Aprile 2016 NEWS , POLICIES
Finanziamenti UE, su nanomateriali Italia sul podio

“In questo settore abbiamo buone notizie: per il grafene l’Italia svolge un ruolo di punta in Europa e questa posizione si misura anche con il metro delle quote di finanziamento su una posta in gioco che vale complessivamente un miliardo di euro”. Donata Medaglini, docente di microbiologia all’Università di Siena e rappresentante italiano presso il Comitato di Programma NMBP (Nanotecnologie, Materiali Avanzati, Biotecnologie, sistemi avanzati di Produzione) di Horizon 2020, offre un quadro ottimista della situazione.

L’Italia ha in generale una certa difficoltà a intercettare i finanziamenti europei. Con il grafene le percentuali salgono?
“Salgono in tutto il campo delle tecnologie chiave. A oggi abbiamo i risultati nel programma NMBP del 2014 e del 2015 e il ritorno è molto buono: riportiamo nel nostro paese oltre il 10% del budget comunitario”.

In media quante richieste di finanziamento vengono accolte nel settore delle tecnologie chiave?
“Nei bandi del 2014 e 2015, circa il 14%, rispetto al tasso di successo medio europeo dell’8%. Inoltre oltre il 12% dei progetti viene coordinato dall’Italia. Per i bandi 2014 – 2015 in termini di partecipanti nei progetti finanziati siamo al terzo posto dopo la Germania e la Spagna; come coordinamento al secondo posto dopo la Spagna; come quota di finanziamenti ottenuti al terzo posto, a pari merito con la Gran Bretagna, dopo Germania e Spagna”.

E sul grafene?
“È una partita importante perché è previsto un finanziamento di un miliardo di euro in 10 anni per potenziare lo sviluppo e l’applicazione di questa tecnologia. Nell’ambito del Graphene Flagship Project, iniziativa decennale europea per lo studio di questo materiale, 22 partner su un totale di 142 sono italiani. C’è una grossa spinta a livello globale per lo sviluppo di un numero sempre più ampio di prodotti. Secondo una società californiana di ricerca, la Lux Research, il mercato del grafene, che nel 2013 valeva 12 milioni di dollari, nel 2025 arriverà a 350 milioni. È bene impegnarsi perché la concorrenza è alta: la Cina sta investendo moltissimo e detiene il 45% dei berevetti”.

di A.C.

A proposito dell'autore

Giornalista, reporter video e addetto stampa. Collaboratore di RES Magazine

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