Le nuove frontiere della corrente continua

23 marzo 2016 IN PRIMO PIANO
Le nuove frontiere della corrente continua

Intesa Italia-Giappone per la sperimentazione nella trasmissione su lunghe distanze
Fino a ieri non c’erano dubbi: il mondo girava in corrente alternata. Oggi, per alcuni usi e per alcune applicazioni, si è aperta una finestra in cui si affaccia la corrente continua, considerata un elemento interessante nella creazione di smart grid a livello continentale: può servire a limitare le dispersioni e ad aumentare l’efficienza del sistema di trasmissione.

In questa direzione va l’intesa sottoscritta tra Italia e Giappone, due Paesi con scarsa disponibilità di riserve energetiche e molta capacità di ricerca e innovazione. Si tratta di un’alleanza scientifica per la realizzazione e la sperimentazione di un impianto dimostrativo di ultima generazione per la trasmissione di energia elettrica in corrente continua, in modo da favorire la transizione verso un’economia low carbon e un sistema di approvvigionamento energetico sostenibile, sicuro e a prezzi competitivi.

L’accordo tra ENEA, (Agenzia per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) e NEDO (New Energy and Industrial Technology Development Organization, l’Agenzia governativa giapponese per l’energia e lo sviluppo tecnologico) prevede la realizzazione di un impianto dimostrativo progettato da Toshiba Corporation e realizzato presso il Centro Ricerche ENEA Casaccia. Al centro del progetto c’è una tecnologia innovativa, molto promettente, per la trasmissione di energia elettrica su lunghe distanze: uno strumento utile per l’affermazione di un sistema energetico basato sulla generazione distribuita, sull’utilizzo di fonti rinnovabili, sulle smart grid e sulle super grid.

[blocktext align=”right”]L’HVDC garantisce efficienza, flessibilità, stabilità dei flussi di corrente, minore impatto ambientale[/blocktext]La nuova interconnessione si chiama HVDC (High Voltage Direct Current) ed è costituita da convertitori multilivello realizzati con tecnologia VSC (Voltage Source Converter), che comporta significativi vantaggi in termini di maggiore efficienza, flessibilità, sicurezza e stabilità dei flussi di corrente e di minore impatto ambientale e ingombro.

“Con l’intesa di oggi nasce un’alleanza strategica fra eccellenze della ricerca italiana e giapponese per soluzioni avanzate nella trasmissione di energia elettrica su lunghe distanze, nella più ampia prospettiva dello sviluppo di reti interconnesse e integrate anche a livello europeo”, ha commentato Federico Testa, commissario dell’Enea. “È un obiettivo sfidante. Per la sua posizione geografica l’Italia si presta benissimo a diventare il centro di una rete estesa che spazi dall’Africa settentrionale ai Balcani e al centro Europa”.

Il vice ministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova ha aggiunto che, attraverso la realizzazione di un modello energetico più  competitivo e  sostenibile, “si potranno raggiungere risultati sensibili tra cui un risparmio di circa 9 miliardi di euro l’anno sulla bolletta nazionale di elettricità e gas e un impatto positivo sulla crescita economica: si stimano circa  170 – 180  miliardi  di  euro  di  investimenti  da  qui  al  2020  nella green e white  economy oltre che nei settori tradizionali”.

Uno degli obiettivi fondamentali di questa sperimentazione è l’aumento, grazie ai cavi superconduttori ad elevata potenza, della capacità di trasporto dell’elettricità e la diminuzione delle perdite di rete. È una prospettiva interessante anche in vista delle possibili applicazioni per il collegamento elettrico sottomarino tra la penisola italiana, la Sardegna e la Corsica, oltre che per le interconnessioni off-shore tra parchi eolici in progetti di portata internazionale.

Se oggi, a livello globale, la quasi totalità dell’elettricità viene trasmessa attraverso linee a corrente alternata e solo il 2% attraverso reti a corrente continua HVDC, la situazione potrebbe evolversi in direzione di un parziale riequilibrio. Da segnalare, in questo contesto, il nuovo datacenter della società svizzera di servizi Green, a Zurigo, che utilizza tecnologia e componentistica di Abb Hvdc (corrente continua in alta tensionea 380 volt) e server di Hp. È un ampliamento di un centro dati esistente, che costituisce un’applicazione molto potente dei sistemi a corrente continua con risultati interessanti. La distribuzione dell’energia risulta più efficiente del 10% rispetto alla tecnologia in corrente alternata e i costi di investimento sono del 15% più bassi.

Per Abb non si tratta di una scelta isolata. La società sta già utilizzando la corrente continua per applicazioni in media e bassa tensione nella ricarica di veicoli elettrici, nei sistemi di distribuzione di energia sulle navi, negli edifici, oltre che nei data center: ritiene che i sistemi in corrente continua offrano buoni vantaggi sia per le rese che per la minore occupazione di spazio (fino al 25 per cento in meno). Se si calcola che ogni anno nel mondo si aggiungono quasi 6 milioni di server e che la domanda elettrica dei data center cresce a un tasso di oltre il 10% l’anno, si possono intravedere sviluppi importanti per la corrente continua.

A cura della Redazione

Le nuove frontiere della corrente continua ultima modifica: 2016-03-23T10:28:40+00:00 da Redazione

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