Ricerca e sviluppo: ecco il decreto per il credito d’imposta

24 agosto 2015 NEWS , POLICIES
Ricerca e sviluppo: ecco il decreto per il credito d’imposta

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto MEF-MISE del 27 maggio 2015 che rende operativo il credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo previsto dalla Legge di Stabilità 2015. Possono beneficiare del bonus tutte le imprese che effettuano investimenti nei periodi di imposta in corso tra il 31 dicembre 2014 e il 31 dicembre 2019. L’agevolazione si applica sugli incrementi annuali di spesa in R&S rispetto i costi sostenuti nei tre anni precedenti il 2015 e, a seconda della tipologia di investimento, va a coprire una percentuale che può variare tra il 25 e il 50%. Il bonus scatta a partire da un investimento minimo di 30 mila euro. Tetto massimo annuale: 5 milioni per beneficiario.

Come si legge nel Decreto, “sono ammissibili al credito d’imposta le seguenti attività di ricerca e sviluppo:

  1. lavori sperimentali o teorici svolti, aventi quale principale finalita’ l’acquisizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o usi commerciali diretti;
  2. ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti ovvero la creazione di componenti di sistemi complessi, necessaria per la ricerca industriale […];
  3. acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica e commerciale allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati; può trattarsi anche di altre attività destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione concernenti nuovi prodotti, processi e servizi; tali attività possono comprendere l’elaborazione di progetti, disegni, piani e altra documentazione, inclusi gli studi di fattibilità, purché non siano destinati a uso commerciale; realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e di progetti pilota destinati a esperimenti tecnologici o commerciali, quando il prototipo è necessariamente il prodotto commerciale finale e il suo costo di fabbricazione è troppo elevato per poterlo usare soltanto a fini di dimostrazione e di convalida;
  4. produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi, a condizione che non siano impiegati o trasformati in vista di applicazioni industriali o per finalità commerciali.

Il Decreto MEF-MISE è consultabile al seguente link.

Ricerca e sviluppo: ecco il decreto per il credito d’imposta ultima modifica: 2015-08-24T13:02:06+00:00 da Francesco Sellari

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