Energy Union: le cinque priorità della Commissione Europea

30 Marzo 2015 NEWS , POLICIES
Energy Union: le cinque priorità della Commissione Europea

L’Unione dell’Energia sarà un tema chiave nell’agenda dell’Unione Europea per il 2015, in stretta sinergia con l’attuazione del Pacchetto Clima-Energia al 2030 e la preparazione della Conferenza ONU sul clima (COP21 di Parigi, a dicembre 2015). L’Unione dell’energia ha costituito soprattutto uno dei punti principali nell’agenda del Consiglio europeo del 19-20 marzo.
Il 25 febbraio la Commissione europea ha adottato una Comunicazione, intitolata A Framework Strategy for a Resilient Energy Union with a Forward-Looking Climate Change Policy.  Nella Comunicazione sono individuati cinque obiettivi strategici prioritari per la realizzazione dell’Unione dell’energia: 1) sicurezza energetica; 2) un mercato interno dell’energia pienamente integrato; 3) efficienza energetica come contributo alla riduzione della domanda di energia; 4) de-carbonizzazione dell’economia; 5) un’unione dell’energia per la ricerca, l’innovazione e la competitività.

Questi obiettivi rappresenteranno le priorità della politica energetica europea per i prossimi anni e dovranno essere ulteriormente sviluppate le sinergie con la politica estera e di sicurezza: i rischi per gli approvvigionamenti evidenziati dalle crisi recenti hanno fornito l’impulso iniziale per la riapertura del dibattito sulle politiche energetiche europee.
In merito alla futura governance, obiettivi e impegni degli Stati membri potranno essere adeguatamente valutati, anche nel quadro della revisione di medio-termine della Strategia Europa 2020. Le politiche ambientali e climatiche sono infatti fondamentali per affrontare le sfide derivanti dalla governance economica dell’Unione. La realizzazione dell’Unione dell’energia dovrà rafforzare i meccanismi di cooperazione e fiducia reciproca tra gli Stati membri, fornendo un modello utile anche per più ampi sviluppi del processo di integrazione.

Questo nuovo approccio richiede un impegno congiunto che sappia valorizzare le complementarietà tra i Paesi UE, trasformando in opportunità i rischi derivanti dall’evoluzione dello scenario energetico tutt’ora in corso: quest’ultimo ha causato e continua a causare instabilità politiche, sociali ed economiche alle porte dell’Europa che si riverberano prepotentemente nel territorio dell’Unione. Inoltre una politica di investimenti nelle reti energetiche (gas ed elettricità) può fornire una concreta risposta a due delle esigenze principali richiamate dal Presidente Junker: la creazione di lavoro e l’aumento dell’incidenza del settore industriale nel PIL dell’Unione.

Di particolare importanza è il rinnovato impegno previsto dall’Unione per l’Energia per gli investimenti in ricerca e innovazione per lo sviluppo di tecnologie per la green economy. La leadership mondiale dell’UE nello sviluppo delle tecnologie per l’energia dovrà essere preservata e sviluppata, sulla base di quanto già previsto dallo  Strategic Energy Technology (SET) Plan, al fine di valorizzare pienamente le opportunità offerte in termini di mitigazione e adattamento agli effetti dei cambiamenti climatici, creazione di posti di lavoro e rafforzamento della competitività industriale. La discussione potrà orientarsi, in questa dimensione, sulla scelta dei settori a più alto valore aggiunto in cui concentrare gli investimenti in ricerca e innovazione. L’ulteriore consolidamento della leadership dell’UE nel settore delle tecnologie sostenibili rappresenta inoltre una significativa opportunità anche per la negoziazione di partnership verso Paesi terzi. L’evoluzione dello scenario energetico mondiale è infatti fortemente influenzata dallo sviluppo e dalla maturità commerciale di nuove tecnologie. Sistemi evoluti di sostegno alla ricerca applicata del tipo di Horizon 2020 oppure NER 300 devono essere in grado di sostenere lo sviluppo di nuove tecnologie sulle fonti rinnovabili e sull’efficienza energetica con una governance delle attività sempre più efficace ed efficiente.

Come è emerso anche dalla recente Conferenza SET Plan che si è svolta a Roma nel semestre di presidenza italiano, la ricerca e l’innovazione nel settore dell’energia devono essere impostate secondo un approccio olistico, con obiettivi orientati non solo sulle singole tecnologie ma anche sulla loro integrazione a livello di sistema. In questa prospettiva la roadmap integrata del SET Plan è la base ideale per sviluppare collaborazioni in grado di traguardare gli obiettivi posti dalle sfide del cambiamento climatico e della transizione energetica.

di Marcello Capra

A proposito dell'autore

Giornalista, reporter video e addetto stampa. Collaboratore di RES Magazine

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