SET-Plan Conference, una spinta verso il cambiamento

9 dicembre 2014 NEWS , POLICIES

Intervista a Riccardo Basosi, rappresentante italiano per l’energia in Horizon 2020

Due giorni per sull’innovazione tecnologica e sulla ricerca in campo energetico. Il più importante appuntamento europeo sull’energia – e sicuramente uno degli incontri a più alto livello del semestre italiano – si tiene a Roma solo tra pochi giorni. È la 7a SET- Plan Conference che si svolge il 10 e 11 dicembre presso l’Auditorium dell’Antonianum. Sul tavolo di questo appuntamento di alto livello istituzionale, le politiche climatiche ed energetiche: Il SET Plan è lo strumento di supporto delle attività di ricerca e innovazione per sviluppare tecnologie low carbon, garantire la sicurezza delle forniture energetiche e contribuire alla transizione verso un’economia a basso tenore di carbonio, attraverso la riduzione delle emissioni di CO2.

“Il quadro di riferimento in cui si muove la Conferenza è tra i più avanzati, ovvero le ultime determinazioni europee in materia di clima ed energia”, spiega Riccardo Basosi, rappresentante italiano per l’energia in Horizon2020 e delegato MIUR all’interno del SET Plan Steering Committee, rispondendo alle domande di RES Magazine. “Dal ‘vecchio’ obiettivo del 20-20-20 (20% in meno di emissioni di gas climalteranti, più 20% di rinnovabili e di efficienza energetica al 2020), l’Unione europea è passata a nuovi e più ambiziosi target: per il 2030, 40% di taglio dei gas serra rispetto al 1990; 27% di produzione di energia affidato alle rinnovabili; diminuzione del 27% dei consumi energetici, cioè 27% di crescita dell’efficienza. Sul tema scottante del clima, quindi, si è andati al raddoppio; sugli altri due punti cardine il segnale è comunque importante, anche se la prudenza è maggiore. La Conferenza sul SET Plan si inserisce in questo quadro di cambiamento e deve decidere le azioni e le strategie più importati per orientare la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica e di processo della macchina produttiva e scientifica continentale, all’interno di un grande progetto di finanziamento come è quello di Horizon 2020 e non solo. Perché – spiega ancora Basosi – la grande novità è la possibilità di intreccio tra i fondi di Horizon , che sono in totale circa 80miliardi di euro, e i Fondi Coesione, che ammontano a ben 330 miliardi di euro, e all’interno dei quali l’energia è un must”.

Possiamo dire quindi che queste risorse possono essere utilizzate in maniera coordinata?
“Per le Regioni che hanno diritto ai fondi sulla Coesione, certamente sì. Può quindi facilmente succedere che se si fa un progetto Horizon sull’innovazione energetica, in posti come la Calabria, la Sicilia, la Puglia e la Campania – per parlare solo dell’Italia – si possono ottenere altre importanti risorse. Tra l’altro è scritto nero su bianco che le Regioni devono dedicare all’innovazione in campo energetico una percentuale dei Fondi Coesione che va dal 12% per le Regioni meno sviluppate – che dunque ricevono più risorse – al 20% per quelle più economicamente avanzate, come ad esempio Lombardia o Toscana che hanno diritto a quote minori”.

Quale sarà quindi il contributo della conferenza all’insieme delle proposte e progetti europei e nazionali?
“La conferenza è il luogo in cui ci si confronta sulle politiche di sviluppo. A livello generale, in tutto il processo del SET Plan, c’è stato un avanzamento per quanto riguarda la road map. Sull’action plan, che poi è la parte più fattuale, finora siamo un po’ indietro. Nel senso che naturalmente si è definita la griglia delle azioni nazionali sui vari temi che sono oggetto del SET Plan, e ogni paese ha compilato una sua tabella specifica. Quello che manca, e che può ricevere un impulso importante proprio dalla Conferenza di Roma, è un unico documento da cui emergano le priorità europee in ognuno dei settori: efficienza energetica, low carbon economy e integrazione dei sistemi”.

Immagino che si tratti di temi su cui non c’è unanimità di vedute tra tutti gli interlocutori.
“Ci sono effettivamente dei punti che dal nostro punto di vista vanno sicuramente presidiati. Ad esempio, la definizione degli attori chiave del processo e il coordinamento degli investimenti degli Stati e di quelli Stati-UE. Dobbiamo sempre ricordare che al vertice della piramide  della triade costituita da efficienza energetica, low carbon economy e integrazione dei sistemi c’è il cittadino consumatore europeo che dovrebbe diventare l’attore principale di questo meccanismo di cambiamento. Del resto, a me pare che questa relazione tra presenza e protagonismo dei cittadini ed energia sia un tema di rivitalizzazione delle ragioni stesse dell’Europa. Che è nata in quanto unione economica e produttiva, proprio sul tema energetico, a partire dalla Ceca e dall’Euratom. Su molti temi gli Stati membri hanno voluto riservarsi l’ultima parola e hanno in un certo senso allentato le ragioni dell’esistenza della comunità. Oggi, sia a livello politico che energetico, crisi come quella della Libia e dell’Ucraina ci hanno costretto a guardare il problema negli occhi e a rendere indifferibile il processo di unione energetica ”.

Insomma, i temi al fuoco della Conferenza sono molti numerosi.
“Per certi versi, la Conferenza del SET Plan avrebbe dovuto essere quasi un punto di arrivo, la definizione finale. Di fatto, anche a causa di circostanze nuove è un punto di partenza, e tra le circostanze nuove metto naturalmente anche gli obiettivi più ambiziosi dell’UE sui gas serra, sulle rinnovabili e sull’efficienza energetica. Quindi si tratterà di lavorare seriamente. Di fatto, l’importanza dell’appuntamento è anche amplificata da una presenza molto forte di alti rappresentanti della politica europea. E lo stesso altissimo livello di partecipazione parla di un’elevata aspettativa: gli iscritti sono stati incredibilmente più numerosi del previsto e anche della capienza, è stato necessario contingentare le presenze. Fortunatamente, l’ENEA che – oltre a rappresentare uno dei centri di eccellenza della ricerca in questo settore – si era presa l’incarico non facile di organizzare e gestire materialmente l’appuntamento ha messo in campo grandi qualità e grandissima efficacia: veramente tutti hanno lavorato al meglio”.

A cura di Simonetta Lombardo

SET-Plan Conference, una spinta verso il cambiamento ultima modifica: 2014-12-09T17:52:02+00:00 da Francesco Sellari

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