Idee e progetti al servizio delle smart city

4 agosto 2014 IN PRIMO PIANO
Idee e progetti al servizio delle smart city

In questo approfondimento abbiamo provato a definire meglio il concetto di smart city, con idee e progetti concreti.

Smart city: è una definizione di cui ormai si comincia a sentire parlare molto, ma spesso il concetto resta avvolto in una nuvola di indeterminazione. Cos’è effettivamente una smart city? A che serve? Quali vantaggi concreti comporta per i cittadini? Sono domande a cui Res Magazine, nell’approfondimento aperto da questa introduzione, prova a offrire una risposta dando voce ai protagonisti della nuova scommessa.

Per cominciare a fissare qualche coordinata si può partire dalla definizione di città intelligente che si sono dati a Genova, nell’ambito del progetto Genova Smart City: “La smart city è una città che migliora la qualità della vita, attraverso uno sviluppo economico sostenibile, basato sull’innovazione e la ricerca e guidato dall’ente locale in un processo di pianificazione integrata”. Una definizione che, come sottolinea Gloria Piaggio, dirigente dei progetti europei del Comune di Genova e coordinatrice di Genova Smart City, è stata modellata sulle specifiche caratteristiche del processo ideato all’ombra della Lanterna ma che può essere un buon punto di partenza per inquadrare il concetto di smart city.

La sottolineatura dell’importanza della qualità della vita chiarisce infatti un punto essenziale: la tecnologia va considerata un vettore fondamentale ma non l’unico elemento propulsivo di questi processi. Ne è convinto anche Mario Calderini, docente al Politecnico di Milano e presidente del Comitato tecnico delle comunità intelligenti costituito presso l’Agenzia per l’Italia digitale. Secondo Calderini gli investimenti che vanno in direzione delle smart cities non devono essere guidati solo dalle opportunità create da specifici sviluppi tecnologici perché “la frontiera sta nel cambiamento dei comportamenti” degli utenti finali. Con lui abbiamo cercato di capire meglio la sua proposta di una “via italiana alle smart cities”: quali sono gli ambiti di applicazioni intelligenti in cui l’industria italiana può avere un ruolo da protagonista?

Guardando invece oltre confine, l’esperienza di Barcellona brilla per i riconoscimenti ottenuti e per la lungimiranza messa in campo. Nel capoluogo catalano si vedono i frutti di un piano strategico cominciato nel lontano 1990. “A Barcellona – spiega Vicente Guallart, capo architetto dell’Ajuntament de Barcelona ed ex direttore dell’Istituto per l’architettura avanzata della Catalogna – abbiamo puntato su quattro settori: costruire una rete informatizzata di alta qualità per collegare gli ospedali e offrire a tutti un servizio di alto livello sul fronte della salute; creare uno spazio pubblico wifi molto esteso; mettere in rete i dati sull’inquinamento atmosferico, su quello acustico, sulla disponibilità di parcheggio; governare a distanza il sistema di illuminazione calibrandolo in funzione dell’uso”.

Come si intuisce da queste brevi suggestioni, il concetto di smart city ha conseguenze potenzialmente rivoluzionarie per ogni servizio di cui si può aver bisogno all’interno di un agglomerato urbano: dalla mobilità alla salute, dall’ambiente alla partecipazione alla vita amministrativa. Ma la rivoluzione smart può investire anche il contesto più vicino ai cittadini: le loro stesse case. Abitazioni che possono diventare più intelligenti, migliorando il comfort e facendo risparmiare denaro ed emissioni inquinanti, come ci spiega Gaetano Fasano dell’Unità tecnica per l’Efficienza energetica dell’Enea.

Idee e progetti al servizio delle smart city ultima modifica: 2014-08-04T11:37:09+00:00 da Redazione

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