Pasquale Pistorio: “Fare di più con meno, lo dice anche l’UE”

13 Novembre 2013 OPINIONI
Pasquale Pistorio: “Fare di più con meno, lo dice anche l’UE”

“La sollecitazione che ci viene da tempo dall’Europa, ora rafforzata da Horizon 2020, è molto chiara: si può fare di più con meno, si può produrre più ricchezza con meno energia e meno materie prime. E proprio durante una crisi dura come quella che stiamo attraversando è necessario fare tesoro di questa lezione”. Pasquale Pistorio, ex vicepresidente di Confindustria, sa di cosa parla. E’ il manager che è riuscito a trasformare in numeri di bilancio le indicazioni europee: in 25 anni, al netto delle spese, la StMicroelectronics ha guadagnato 580 milioni di dollari investendo in efficienza energetica, risparmio idrico e raccolta differenziata.

Nel campo dell’efficienza energetica quali sono le direzioni di marcia più promettenti?
“Ci sono almeno tre campi in cui la spinta verso l’innovazione dà risultati di grande significato. Partirei con l’edilizia. Qui si tratta di utilizzare due leve: incentivi per correggere gli errori del passato e norme per tenere la rotta stabile. Sul primo di questi due fronti c’è da registrare con soddisfazione il successo degli sgravi fiscali per gli interventi di efficienza energetica all’interno delle case. Sarebbe auspicabile che questa misura venisse resa stabile per almeno 5 anni, in modo da incoraggiare gli investimenti di tipo industriale, ricerca compresa. Anche sul secondo fronte, quello delle norme, il quadro è positivo grazie alla normativa europea sull’obbligo, a partire dal 2020, di costruire edifici con consumi energetici tendenti a zero”.

Non va così bene per il trasporto
“E’ vero. Questo è un punto critico del sistema energetico italiano. Ma in realtà si può fare molto anche in tempi rapidi. La prima iniziativa dovrebbe essere quella di incentivare la distribuzione del metano: in questo modo si può dare un taglio molto rapido alle emissioni inquinanti che provocano uno smog a livelli inaccettabili, come ha recentemente documentato un rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente. Con il metano si elimina il 30% della CO2, il 70% degli NOX e il 100% del particolato”.

Meglio l’auto a metano di quella elettrica?
“Sono tempi diversi. Il metano è una risposta immediata. Contemporaneamente si può cominciare a sostenere l’auto ibrida che, se utilizzata al meglio, può usare quasi sempre il motore elettrico. E poi non va dimenticato il ruolo fondamentale del trasporto pubblico e del car sharing”.

E il terzo campo di intervento?
“E’ il settore industriale. Qui ci sono una serie di interventi che hanno un pay  back inferiore ai due anni. Ad esempio la sostituzione dei vecchi motori elettrici che rappresentano un costo considerevole”.
Horizon 2020 prevede un’ampia gamma di interventi che abbraccia anche le fonti rinnovabili. Che sviluppi vede in questo settore?
“Formidabili. Il trend di crescita a livello globale non lascia dubbi sul futuro del settore: a fine anno nel mondo sarà installata una potenza eolica di 330 gigawatt, che calcolando le ore di funzionamento degli impianti equivalgono a 110 gigawatt di nucleare, e  una potenza fotovoltaica di 130 gigawatt, che  equivalgono a 21 gigawatt di nucleare. In Italia, con un sistema di sostegni che aiuti per altri 2 o 3 anni la transizione verso l’energia rinnovabile, potremmo ottenere grandi risultati. Entro  15 anni il fotovoltaico costerà meno dei fossili e si aprirà una frontiera energetica inesauribile. Come dice Carlo Rubbia, appena nominato senatore a vita, su ogni metro quadrato della Sicilia piove un barile di petrolio all’anno. E’ vero che di quell’energia possiamo utilizzare solo una quota, diciamo il 12 – 15%, ma è sempre una quantità enorme”.

Mettendo assieme la spinta verso l’efficienza e quella verso le rinnovabili che obiettivi ritiene possibile raggiungere?
“Nell’arco di 15 anni o poco più potremmo essere carbon free all’80%. E sarebbe un grande beneficio sia a livello occupazionale, per le centinaia di migliaia di posti di lavoro che si possono creare, sia a livello di bilancia commerciale, perché ogni anno spendiamo all’estero 60 miliardi di bolletta energetica”.

A cura della Redazione

Pasquale Pistorio nel 1980 fu nominato amministratore delegato di un’azienda italiana di microelettronica pesantemente indebitata, la Sgs, e la trasformò nella StMicroelectronics, un colosso dei microchip. E’ stato anche vicepresidente di Confindustria.

A proposito dell'autore

Giornalista, reporter video e addetto stampa. Collaboratore di RES Magazine

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