Horizon 2020: un balzo in avanti nelle politiche UE di ricerca

27 settembre 2013 NEWS , POLICIES

L’avvento di Horizon 2020.
Il 2013 verrà ricordato come un anno particolarmente importante per le politiche europee della ricerca. Infatti se negli ultimi vent’anni non si fossero manifestate criticità importanti per il posizionamento del sistema europeo della ricerca e dell’innovazione, non ci sarebbe stato bisogno, per l’Europa, di segnare una discontinuità con i Programmi Quadro, denominando il prossimo quadro strategico per la ricerca dell’Unione ‘Horizon 2020’ (anziché ‘8° Programma Quadro’). Nonostante gli sforzi compiuti per superare i limiti imposti dalla frammentazione in Stati Membri alla competitività della ricerca e della conseguente innovazione produttiva, i Programmi Quadro non hanno permesso all’Europa né di ridurre significativamente il divario con gli Stati Uniti, né di fronteggiare l’ingresso nella competizione di paesi come la Cina e la Corea. Con il lancio di Horizon 2020 si è avviata quindi una riflessione radicale, ponendo con chiarezza l’enfasi sulla necessità di guardare ai risultati concreti delle attività di ricerca in termini di risposte ai bisogni dei cittadini e di sostegno alla competitività dei sistemi produttivi europei. L’Unione Europea tenta quindi di percorrere con Horizon nuove strade, di responsabilizzare gli Stati Membri attraverso strumenti come la Programmazione Congiunta della Ricerca sui grandi temi di rilevanza globale, la creazione di nuove grandi Infrastrutture di Ricerca d’interesse europeo (o l’ammodernamento di quelle esistenti), la sperimentazione di strumenti innovativi di finanziamento (risk sharing e pre commercial procurement) basati sulla condivisione del rischio, strumenti cui Horizon 2020 attribuisce ruoli di rilievo.

La dotazione di bilancio di Horizon 2020 dovrebbe essere di circa 70,2 miliardi di euro ( attività EURATOM incluse). E’ in fase di definizione un Workprogramme che coprirà i prossimi 2 anni (2014-2015) e che sarà discusso e finalizzato nei prossimi mesi dagli Stati membri con l’obiettivo di adottarlo e pubblicare i primi inviti a presentare le proposte (call for proposal) a metà dicembre 2013. Per quanto riguarda l’energia il Workprogramme si focalizza su tre aree: Energia competitiva a basso tenore di carbonio, Efficienza energetica e Città e Comunità intelligenti. Sull’efficienza energetica in particolare, la Commissione ha sottolineato l’attenzione per edifici, industria, riscaldamento e raffreddamento e prodotti connessi all’energia. Nel caso di edifici, gli sforzi futuri dovranno consolidare l’ importante lavoro avviato con il programma Intelligent Energy Europe. Per quanto riguarda Città e Comunità intelligenti, la focalizzazione di Horizon sarà sul finanziamento di progetti di larga scala, con soluzioni integrate innovative, utilizzando tecnologie già esistenti e non riguarderà la ricerca in senso stretto. Anche gli standard verranno contemplati e soluzioni di finanziamento integrate nella pianificazione esistente.

Il ruolo del SET Plan. L’importanza delle tecnologie energetiche e dell’innovazione per conseguire gli obiettivi UE 2020 nel settore delle politiche energetiche e climatiche,  ma anche per realizzare gli obiettivi per il 2030 e il 2050, era stata tuttavia già da tempo riconosciuta dall’Unione, a prescindere dall’implementazione dei vari Programmi Quadro della R&S. Nel 2008 è stato infatti lanciato lo Strategic Energy Technology (SET) Plan come strumento di “spinta della tecnologia” delle politiche energetiche e climatiche. Esso si basa su una struttura di attuazione fondata su tre pilastri: un Comitato direttivo (Steering Group), le iniziative industriali europee (IIE) e l’Alleanza europea per la ricerca nel settore dell’energia (EERA), ed è supportato da un sistema di informazione (SETIS). Grazie al Comitato direttivo (in cui sono rappresentati tutti gli Stati e per l’Italia siedono rappresentanti di MISE e MIUR) è stato avviato un dialogo strutturato con gli Stati membri che ha permesso una maggiore convergenza delle politiche di ricerca e innovazione e ha favorito una transizione verso azioni congiunte per conseguire obiettivi comuni più rapidamente e in modo più efficace. Il SET Plan ha definito come prioritarie le tecnologie più importanti per il conseguimento degli obiettivi della politica energetica e climatica per il 2020: vento, sole, reti elettriche, CCS, bioenergia, energia nucleare, celle a combustibile e idrogeno, efficienza energetica. Le iniziative industriali europee istituite per tutti questi settori hanno stabilito aree prioritarie di ricerca e innovazione mediante “roadmap tecnologiche”, che hanno incentrato il loro campo d’azione su grandi progetti di valore europeo.

Sono stati messi a disposizione fondi europei, principalmente nell’ambito del Settimo programma quadro di ricerca (7° PQ) mediante la mobilitazione di varie aree tematiche, tra cui “Energia” e “Tecnologie abilitanti fondamentali” (come le Ict e i materiali). Dal 2007 al 2012, nell’ambito della tematica “Energia” del 7° PQ sono stati finanziati circa 350 progetti per un importo pari a circa 1,8 miliardi di EUR. Il 7° PQ ha garantito anche un congruo sostegno tramite i partenariati pubblico-privato e alcuni strumenti finanziari. Un ulteriore finanziamento significativo è giunto dal Programma energetico europeo per la ripresa (EEPR) e dal programma “Riserva nuovi entranti (NER) 300”. Gli investimenti pubblici e privati a favore dello sviluppo tecnologico per i settori del SET Plan sono passati da 3,2 miliardi di euro nel 2007 a 5,4 miliardi nel 2010. Al momento l’industria è all’origine del 70% degli investimenti totali di ricerca e sviluppo delle priorità del SET Plan mentre gli Stati membri partecipano per il 20% e la Commissione europea per il 10%.

Nuova strategia per il 2020 e oltre. La strategia europea in materia di tecnologie e innovazione energetiche deve tuttavia accelerare il ritmo dell’innovazione nelle tecnologie a basse emissioni di carbonio, ma soprattutto colmare il divario tra ricerca e mercato. Questo aspetto critico è chiaramente esplicitato nelle proposte della Commissione concernenti Horizon 2020. Gli aiuti finanziari dell’Unione sono ancora, tuttavia, una parte limitata dell’insieme dei finanziamenti concessi in Europa e occorre che i principi e i criteri di base siano equamente rispecchiati anche negli investimenti del settore privato e degli Stati membri. L’attuazione deve basarsi sempre più su partenariati che garantiscano economie di scala e flussi finanziari adeguati e consentano di rafforzare l’impatto di risorse pubbliche e private limitate.

La recente Comunicazione della Commissione sulle Tecnologie energetiche e innovazione (COM(2013) 253) individua una serie di principi ai quali si dovrà ricondurre in futuro l’azione sulla ricerca e l’innovazione energetica affinchè essa possa essere più incisiva che in passato:

  • concentrarsi nei settori in cui si apporta un effettivo valore aggiunto
  • stabilire le priorità tenendo conto del sistema energetico nel suo insieme e dell’offerta di servizi energetici efficaci rispetto ai costi per i clienti finali
  • azioni di integrazione lungo tutta la catena di innovazione energetica, dalla ricerca di base alla commercializzazione
  • concentrazione delle risorse e utilizzo di un portafoglio di strumenti finanziari, valorizzando maggiormente le sinergie con i fondi strutturali, in particolare mediante i quadri strategici nazionali e/o regionali della ricerca e dell’innovazione
  • non escludere nessun’opzione, pur concentrandosi sulle tecnologie più promettenti per il post-2020

In questo contesto in rapida evoluzione, il SET Plan rimane lo strumento fondamentale per affrontare le nuove sfide. Costituirà il punto di riferimento per gli investimenti a livello di UE, nazionale e regionale, ma anche per gli investimenti privati a favore della ricerca e dell’innovazione nel settore energetico. Ma anche tale strumento, tuttavia, deve essere rafforzato in vista delle nuove sfide e per consolidare al meglio capacità, competenze e risorse disponibili nell’insieme dell’Europa per la ricerca e l’innovazione. A tal fine la Comunicazione richiede la predisposizione di una roadmap integrata che contenga i suddetti principi e, pur tenendo conto delle specificità delle varie tecnologie,  riguardi l’intera catena di ricerca e innovazione, dalla ricerca di base alla dimostrazione e al sostegno per l’immissione sul mercato. Essa dovrebbe indicare chiaramente i ruoli e i compiti che spettano alle varie parti interessate come l’EERA, le iniziative industriali europee, nonché le università, gli investitori e i finanziatori, promuovendo nel contempo sinergie e interazioni. La prima roadmap integrata dovrebbe essere messa a punto entro la fine del 2013 e costituirà un importante punto di riferimento per il Workprogramme di Horizon 2020, anche se si è visto come l’impatto del SET Plan non riguardi solo il livello comunitario ma anche quello degli Stati membri e della loro collaborazione sulla base di un principio di “joint co-operation”.

Sulla base della roadmap, gli Stati membri e la Commissione dovranno infatti elaborare un piano d’azione che stabilisca gli investimenti in R&S coordinati e/o congiunti da parte degli Stati membri, e con l’Unione stessa. Questi investimenti non dovranno limitarsi semplicemente a programmi di incentivazione, ma comprendere strumenti di ingegneria finanziaria e appalti pubblici. Il piano d’azione seguirà un approccio flessibile e comprenderà diverse modalità di attuazione, tra cui l’adeguamento dei finanziamenti degli Stati membri e della Commissione a favore delle priorità contenute nella roadmap.

Il posizionamento del sistema della ricerca italiano. La ricerca italiana sulle tecnologie energetiche, dopo un periodo di forte frammentazione, sta evolvendo verso un quadro più coordinato di iniziative, favorite anche dall’avvio del SET Plan e dal 7° Programma Quadro UE¹, altri programmi internazionali di cooperazione. Il sistema della ricerca italiano ha un buon posizionamento internazionale, dimostrando di essere pronto a cogliere tutti gli spunti più innovativi provenienti a livello internazionale. L’evoluzione in atto nella ricerca europea può contribuire positivamente al processo di razionalizzazione degli obiettivi della ricerca nel settore dell’energia, valorizzando e finalizzando le varie competenze nazionali operanti nel settore. Il sistema nazionale della ricerca dovrà essere in grado di aggiornare priorità, indirizzi e valutazioni di competitività nel settore delle tecnologie energetiche, anche alla luce dei nuovi orientamenti del Governo in materia di politica energetica espresse dalla SEN, e consentire al Paese di contribuire efficacemente alle future scelte che verranno assunte nell’ambito del SET Plan europeo, tutelando altresì la competitività industriale e valorizzando la capacità di produrre innovazione. Con l’occasione si potrebbe inoltre pervenire per la prima volta in Italia ad un censimento delle competenze nazionali nel settore della ricerca energetica, premessa indispensabile per una definizione delle priorità e per una adeguata calibrazione degli incentivi sulle specifiche filiere tecnologiche.


¹Nel periodo 2007-2012 del 7° Programma Quadro R&S della UE, sulla priorità Energia sono stati assegnati ai soggetti italiani circa 175 milioni di euro, pari al 12% complessivo su base UE (per tutto il 7° PQ la media italiana è stata dell’8,5%)

di Marcello Capra, Dipartimento Energia – Ministero Sviluppo economico

Horizon 2020: un balzo in avanti nelle politiche UE di ricerca ultima modifica: 2013-09-27T17:23:32+00:00 da Francesco Sellari

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