L’efficienza energetica entra nel fondo di garanzia per il teleriscaldamento

25 luglio 2013 NEWS , POLICIES

In linea con le indicazioni espresse nella Strategia energetica nazionale (SEN), proseguono attivamente, sia nel campo della ricerca che in quello normativo, gli interventi a sostegno dell’innovazione e dell’efficientamento energetico, con lo scopo di offrire un ritorno economico positivo per il Paese e per il singolo consumatore. Proprio nella SEN viene espressa  la necessità di operare nuovi interventi di efficientamento degli edifici per aprire la strada a nuove modalità di pianificazione e gestione urbanistica della città. Si pensi ad esempio che circa il 70% dell’energia è consumata in contesti urbani.

Le attività rivolte all’utilizzo razionale dell’energia e alla riduzione dei consumi necessitano di innovazioni continue da sviluppare e applicare in diversi contesti, da quello industriale a quello domestico, da quello della ricerca a quello normativo, e soprattutto vanno inquadrate in una azione di massa, che sia pianificata e sincronizzata.

Ad esempio, il nuovo Piano triennale della Ricerca di sistema elettrico nazionale, formulato dall’AEEG e approvato dal MiSE, prevede, fra le altre, azioni mirate allo sviluppo di modelli per la realizzazione di interventi di efficienza energetica sul patrimonio immobiliare pubblico e nei settori civile, industriale e dei servizi. Il concetto alla base del nuovo Piano triennale è proprio che “l’efficienza energetica è, a tutti gli effetti, una fonte di energia virtuale”.

Sul fronte normativo, nella G.U. n. 130 del 5 giugno 2013, è stato pubblicato il D.L. 4 giugno 2013, n. 63, “Disposizioni urgenti per recepimento della direttiva 2010/31/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, n. 31 sulla prestazione energetica nell’edilizia per la definizione delle procedure d’infrazione avviate dalla Commissione europea, nonché altre disposizioni in materia di coesione sociale”.

Il provvedimento chiude la procedura d’infrazione n. 2012/0368 avviata nei confronti dell’Italia dalla Commissione europea in data 24 settembre 2012 per il mancato recepimento della richiamata direttiva, dando seguito alle prescrizioni agli obblighi UE per la fissazione di requisiti minimi di prestazione energetica per gli edifici nuovi ed esistenti.

Entro il 2018 gli edifici di nuova costruzione delle PA, incluse le scuole, dovranno essere “Edifici ad energia quasi zero”. Dal 1° gennaio 2021 l’obbligo è esteso a tutti gli edifici di nuova costruzione[1].

Il D.L. in questione, nell’emendare buona parte del precedente Decreto Legislativo n. 192, del 19 agosto 2005, introduce tra l’altro nel corpus normativo di quest’ultimo, l’art. 4-ter, recante “Strumenti finanziari e superamento delle barriere di mercato” ai sensi del quale: “gli incentivi adottati dallo Stato, dalle Regioni e dagli enti locali per promuovere l’efficienza energetica degli edifici, a qualsiasi titolo previsti, sono concessi nel rispetto di requisiti di efficienza commisurati alla tipologia, al tipo di utilizzo e contesto in cui è inserito l’immobile nonché all’entità dell’intervento. Al fine di promuovere la realizzazione di servizi energetici e di misure di incremento dell’efficienza energetica degli edifici pubblici, con particolare attenzione agli edifici scolastici, anche attraverso le ESCO o lo strumento del finanziamento tramite terzi, il Fondo di garanzia cui all’articolo 22, comma 4, del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28 [2] è utilizzato anche per il sostegno della realizzazione di progetti di miglioramento dell’efficienza energetica nell’edilizia pubblica. La dotazione del fondo è incrementata attraverso i proventi delle aste delle quote di emissione di CO2 di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 13 marzo 2013, n. 30 destinati ai progetti energetico ambientali, con le modalità e nei limiti di cui ai commi 3 e 6 dello stesso articolo 19. Con il decreto di cui all’articolo 22, comma 5, del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, sono definite le modalità di gestione e accesso del Fondo stesso.”

Secondo quanto illustrato con l’articolo 4-ter, sopra riportato, la realizzazione di progetti di miglioramento dell’efficienza energetica nell’edilizia pubblica è sostenuta anche mediante il Fondo di garanzia a sostegno della realizzazione di reti di teleriscaldamento (FGRT), istituito presso la CCSE con D. Lgs. n. 28 del 3 marzo 2011.

Al fine di soddisfare tali nuove attività relative all’efficientamento degli edifici pubblici il Governo ha previsto, oltre all’ordinaria alimentazione del Fondo mediante una quota parte delle aliquote delle componenti tariffarie RE e RET[3] (entrambe fissate in 0,05 e 0,05 c€/Smc)[4], l’utilizzo di quota parte dei proventi delle aste di emissione di CO2.

Più in dettaglio, le risorse attualmente accantonate dalla CCSE in tale Fondo di garanzia, a tutto l’anno 2012, in attesa di attivazione dello stesso, ammonta a circa 44,6 milioni di euro, con previsioni su base annua di circa 40 milioni di euro[5], mentre, invece, non risulta, allo stato, possibile stabilire il gettito derivante dalle aste per emissioni di CO2, in quanto il loro prezzo è di difficile predeterminazione.

Tuttavia, come detto nella Relazione Tecnica del MISE, (allegata allo schema di Decreto Legge, vd. Allegato 1) “si possono, comunque, stimare le risorse da destinare a progetti energetico-ambientali sino a circa 200 milioni di euro all’anno, nel periodo 2013-2015, il cui 15% pari a circa 30 milioni di euro, dovrebbe essere destinato al Fondo della CCSE”.

Come noto, il GSE che, ai sensi dell’art. 19, del D. Lgs. n. 30 del 13 marzo 2013, è divenuto il responsabile del collocamento delle quote italiane di emissione di CO2 sulla piattaforma centralizzata a livello europeo[6] e gestita, attualmente, dalla borsa tedesca European Energy Exchange EEX.

Tale sistema, per l’anno 2012, ha permesso all’Italia di immettere sulla Piattaforma oltre 11 milioni di quote EUA che rappresentano il 9,437% dei 120 milioni di quote totali, con un ricavo complessivo di circa 76,5 milioni di euro, pari al 12,41% del totale ricavato dagli Stati membri.

Il descritto sistema di finanziamento dell’efficienza energetica per gli edifici pubblici necessita, tuttavia, di un decreto interministeriale, regolatorio delle modalità di gestione ed accesso al Fondo di garanzia.

Detto Decreto, sarà adottato dal Ministero dello sviluppo economico, di concerto con il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, previa intesa con la conferenza unificata, come previsto dall’art. 22, comma 5, del D.Lgs. n. 28/2011.

L’intervento descritto si aggiunge ai numerosi strumenti di incentivazione dedicati all’efficientamento energetico:

–       il sistema dei “certificati bianchi”, c.d. titoli di efficienza energetica (TEE), introdotti nell’ordinamento con il D.M. 20 luglio 2004 e s.m.i. (sono titoli negoziabili che certificano il conseguimento di risparmi energetici negli usi finali di energia attraverso interventi e progetti di incremento di efficienza energetica). Con tale sistema si permette ai distributori di energia elettrica e gas che raggiungono annualmente determinati obiettivi quantitativi di risparmio di energia primaria, mediante progetti di efficienza energetica, di ottenere dei “certificati bianchi” oppure di acquistare gli stessi TEE da altri soggetti presenti sul mercato dei Titoli di efficienza energetica organizzato e gestito dal GME;

–       il sistema di detrazioni per la riqualificazione energetica, che proprio con il D.L. sale dal 55% al 65% fino alla fine del 2013 per i privati, e fino a giugno 2014 per interventi sulle parti comuni dei condomìni o su tutte le unità immobiliari condominiali.

–       il conto onere termico, istituito con D.M. del 28 dicembre 2012, al fine di sostenere gli interventi di piccole dimensioni per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e per l’incremento dell’efficienza energetica, gestito dal GSE. Tale meccanismo di incentivazione riconosce tra i soggetti ammessi sia amministrazioni pubbliche che privati i quali possono avvalersi di una ESCO per la realizzazione degli interventi, siglando un contratto di finanziamento tramite terzi, di servizio di energia o di rendimento energetico. Dal 15 giugno u.s., il GSE ha dato avvio al portale applicativo relativo al suddetto conto, mediante il quale tutte le Pubbliche Amministrazioni possono presentare le richieste di prenotazione degli incentivi per il Conto Termico;

–       Fondo Kyoto, istituito presso la Cassa Depositi e Prestiti, ai sensi della Legge Finanziaria 2007 (fondo rotativo, dell’ammontare complessivo di circa 600 mln di euro, finalizzato al finanziamento delle misure di riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra);

–       Fondo Elena (European Local Energy Assistance – Assistenza Energetica Europea a Livello Locale), che incoraggia i progetti di investimento nell’ambito dell’efficienza energetica, delle fonti di energia rinnovabili e del trasporto urbano sostenibile. L’iniziativa è finanziata dal programma Intelligent Energy Europe II (EIE) ed è stata varata dalla Commissione europea e dalla Banca europea per gli investimenti (BEI) nel dicembre 2009 con l’obiettivo di sostenere progetti di efficienza energetica e di energia rinnovabile per un valore di oltre 1 miliardo di euro nel 2010;

–       sostegno alle diagnosi energetiche, introdotte dall’art. 13, comma 5, D.M. 20 luglio 2004  e finalizzate alla progettazione ed effettuazione esecutiva di misure e di interventi su utenze energetiche la cui titolarità è di organismi pubblici. Tali  interventi sono finanziati con il 50% delle risorse finanziarie di competenza del “conto oneri derivanti da misure ed interventi per la promozione dell’efficienza energetica negli usi finali di energia elettrica” gestito dalla Cassa conguaglio per il settore elettrico ed alimentato dalla componente tariffaria UC7.

Come si è visto, l’efficienza del sistema energetico rappresenta un interesse collettivo e necessita quindi di un impegno di carattere generale. Tutte queste attività, implementate in modo sinergico, garantiranno non solo il raggiungimento degli obblighi assunti dal nostro Paese nell’ambito del pacchetto clima-energia, ma, in modo ancor più tangibile, un rapido ritorno economico su più livelli. E’ inoltre una grande un’opportunità di crescita per le imprese specializzate nel settore energetico e per lo sviluppo della ricerca sulle tecnologie rinnovabili innovative, come quelle rivolte all’integrazione negli edifici e con soluzioni a basso impatto sul paesaggio, settori di ricerca in cui l’Italia è all’avanguardia a livello internazionale.

Di Roberto Poppi


[1] L’ art. 4-bis, D. Lgs. N. 192/2005 recante “Edifici ad energia quasi zero” statuisce: “a partire dal 31 dicembre 2018, gli edifici di nuova costruzione occupati da Pubbliche Amministrazioni e di proprietà di queste ultime, ivi compresi gli edifici scolastici, devono essere edifici a energia quasi zero. Dal 1° gennaio 2021 la predetta disposizione è estesa a tutti gli edifici di nuova costruzione”.

[2] L’art. 22, comma 4, D.Lgs. n. 28/2011 statuisce: “è istituito presso la Cassa conguaglio per il settore elettrico un Fondo di garanzia a sostegno della realizzazione di reti di teleriscaldamento, alimentato da un corrispettivo applicato al consumo di gas metano, pari a 0,05 c€/Smc, posto a carico dei clienti finali. L’Autorità per l’energia elettrica e il gas disciplina le modalità di applicazione e raccolta del suddetto corrispettivo”. Difatti, l’AEEG, con successiva deliberazione ARG/com 130/11, ne ha stabilito l’istituzione.

[3] Componenti RE e RET:  sono le componenti, espresse in c€/Smc,  a copertura degli oneri relativi alle misure ed interventi per il risparmio energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili nel settore del gas naturale.

Il Fondo è, quindi, alimentato da una quota parte delle aliquote  delle componenti tariffarie RE e RET (entrambe 0,05 c€/Smc) che vengono applicate ai clienti finali già destinate al Fondo per misure ed interventi per il risparmio energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili nel settore del gas naturale Conto RE gas.

[4] Con riferimento, invece, alle loro aliquote totali si segnala che, come indicato nella Delibera AEEG 581/2012/R/com, le componenti tariffarie RE e RET ammontano entrambe a 0,8924 c€/Smc.

[5] Il gettito di tale Fondo ha decorrenza per le competenze dal 1°ottobre 2011. 

[6] La piattaforma centralizzata a livello europeo è il luogo in cui si svolgono le aste che raccoglie le quote di proprietà di 25 su 27 Stati membri.

L’efficienza energetica entra nel fondo di garanzia per il teleriscaldamento ultima modifica: 2013-07-25T16:01:37+00:00 da Francesco Sellari

Articoli correlati