Innovazione nell’edilizia: ecco gli Edifici a energia quasi zero

25 luglio 2013 IN PRIMO PIANO
Innovazione nell’edilizia: ecco gli Edifici a energia quasi zero

Con il recepimento della Direttiva UE, si aprono nuovi modi di costruire e gestire le città. Ecco alcuni approfondimenti tecnico-legislativi.

La mancata approvazione della legge comunitaria 2011, legge che avrebbe delegato al Governo il recepimento della direttiva 2010/31/UE sul più importante obiettivo che l’edilizia UE dovrà raggiungere nei prossimi anni, ha fatto correre al nostro Paese il rischio di pesanti sanzioni da parte della Corte di Giustizia Europea. Ora, con il DL 63 del 4 giugno 2013, anche l’Italia si è messa concretamente in moto per recepire questa direttiva (gli ultimi dati forniti dalla CE il 19 marzo 2013 informavano che solo 4 Stati su 27 avevano già recepito). Da qui al 31 dicembre 2020 (fine 2018 in caso di edifici pubblici), che è la data limite imposta dalla direttiva, l’acronimo NZEB (Nearly Zero Energy Buildings) sarà la pietra angolare su cui dovrà sorgere qualsiasi nuova struttura.

L’Italia si è così risistemata sul giusto binario, anche grazie alla proroga a dicembre 2013 delle detrazioni del 50% per le ristrutturazioni e il via libera agli Ecobonus- Casa al 65% per le riqualificazioni energetiche (con scadenza giugno 2014 per gli interventi a livello condominiale); il decreto recepisce in toto la normativa europea inserendo anche in quella italiana il concetto e la definizione di “Edifici a Energia Quasi Zero”, gli obiettivi intermedi da raggiungere entro il 2015 e le misure politiche e finanziarie da adottare per promuovere il miglioramento della prestazione energetica degli edifici, stabilendo un sistema di certificazione e verifica di queste prestazioni.

Secondo Cresme e Legambiente sono circa mille i Comuni italiani che hanno lavorato per inserire nelle loro normative criteri di sostenibilità ambientale (è un aumento del 42% rispetto al 2010). L’Italia viaggia però a due velocità, con il Nord decisamente in vantaggio rispetto al Sud: le province di Trento e Bolzano sono leader del settore e in assoluto le regioni più virtuose sono Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Piemonte e Liguria.

Quello a cui guarda l’UE è un traguardo ambizioso perché nell’Unione Europea gli edifici consumano circa il 40% dell’energia e contribuiscono dunque in modo rilevante alle emissioni di gas serra: l’obiettivo degli NZEB è ridurre drasticamente queste emissioni tagliando allo stesso tempo gli ingenti costi dei consumi energetici.

Gli “edifici a energia quasi zero” hanno altissime performances energetiche e si alimentano principalmente o esclusivamente grazie a fonti rinnovabili, con energia prodotta in loco o a breve distanza. Inoltre gli NZEB sono costruzioni con un alto livello di isolamento termico in grado di sfruttare al meglio gli elementi naturali come la luce e il calore del sole, il vento e l’ombra, fornendo temperatura e illuminazione stabili e riducendo così al massimo l’uso di strumenti meccanici. Ogni variabile dovuta al posizionamento viene attentamente studiata in modo da garantire il miglior risultato possibile: orientamento dell’edificio, posizionamento di porte e finestre, tenuta dell’aria, clima locale.

I carichi di riscaldamento e raffreddamento vengono abbassati grazie al livello di coibentazione, all’utilizzo di porte e finestre ad alta efficienza, allo sfruttamento della ventilazione naturale. Il riscaldamento dell’acqua può essere ottenuto tramite pannelli solari e recuperatori di calore. L’illuminazione diurna della casa è garantita sfruttando l’orientamento dell’edificio e i solartubes, dispositivi tubolari in grado di catturare la luce diurna tramite una cupola trasparente sul tetto per poi trasferirla all’interno grazie a tubi riflettenti; quella notturna si basa su lampade ad alto risparmio energetico e LED che non rilasciano calore indesiderato.

I vantaggi di questo pacchetto di interventi sono molteplici, non solo dal punto di vista ambientale, ma anche da quello prettamente economico: eventuali variazioni dei prezzi dei combustibili non hanno infatti ricadute negative e questo elemento aiuta a pianificare il recupero dell’investimento effettuato per la costruzione o la ristrutturazione dell’edificio.

Al netto dei vantaggi,  ci sono anche complicate sfide da vincere: in primis l’approccio dell’Unione Europea alla norma non sarà univoco ma, in virtù delle consistenti diversità tra i vari Paesi, verrà studiato dai singoli Stati un criterio particolare che rispetti le basi della normativa. Ci sono poi da considerare i costi iniziali che possono essere decisamente elevati, la difficoltà di reperire costruttori in possesso del know-how necessario e una serie di problemi tecnici e logistici derivanti dall’eterogeneità delle zone di costruzione.

Nella foto: Med in Italy – Prototipo di casa bioclimatica dell’Università di Roma Tre che ha partecipato al Solar Decathlon Europe 2012

Innovazione nell’edilizia: ecco gli Edifici a energia quasi zero ultima modifica: 2013-07-25T16:36:06+00:00 da Francesco Sellari

Articoli correlati